UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

mercoledì, novembre 01, 2006

GITA A SORRENTO  - Ricongiunte alle transfughe, che non avevano trovato nulla di quello che cercavano, abbiamo ripreso la strada verso l’albergo perché dopo cena ci saremmo dovute recare a vedere uno spettacolo “partenopeo” con balli e canti. Naturalmente la fuga delle transfughe è ricominciata subito ed io mi sono ritrovata con la mia compagna e la “compagna canadese” trotterellante. Ho approfittato del fatto che andavamo a passo di funerale per guardarmi intorno per vedere se trovavo qualcosa di particolare da portare alla sorellona, ma niente che ne valesse la pena colpiva i miei occhi tranne i prezzi spropositati che comparivano sui cartellini dei negozi. Come al solito cercavo una pasticceria per i dolci locali, ma sarà stata la compagnia, sarà stato il fatto che eravamo un po’ distanti dal centro, non sono stata accontentata nel mio desiderio….. però al centro di una piazzetta c’erano degli stand che vendevano prodotti naturali ed io, dopo debito assaggio, ho preso una crema di marroni al caffè da servire molto fredda. Giunte in albergo e preparateci direttamente per lo spettacolo dopo cena, siamo scese. Mi ero portata una camicetta di maglina, di quelle un po’ pretenziose, piena di luccichini attaccati con la colla, così se mi fossi persa sarei stata ritrovata facilmente, bastava seguire la scia luccicante. L’organizzatore alle 8 e 30 precise ci ha fatto alzare dalla tavola e ci ha spronati verso il teatro. La mia compagna voleva gigionare e farsi aspettare ma quello, conoscendola bene, le si è piazzato alle terga e l’ha fatta trottare niente male, tanto è vero che la sua amata canadese la teneva sollevata se voleva tenere il passo. Arrivati al teatro ci hanno offerto un’aperitivo e siccome era gratis, potete immaginare quante volte si sono serviti prima che ci aprissero la sala. La mia compagna, rigorosamente a dieta, per non far capire alla figlia che si era fatta servire un bicchiere di spumante ci ha fatto aggiungere un po’ di coca cola, non so se la bevanda fosse fredda ma a me è scivolato lungo la schiena un lungo brivido di raccapriccio. Quando siamo entrati in sala ci hanno separato destinandoci a diverse file di poltrone. Finalmente libera dalla mia compagna, mi sono guardata intorno e con grande sorpresa ho visto che la galleria era stata destinata alla ristorazione, avevano ripristinato l’abitudine ottocentesca della cena a teatro. Il soffitto era affrescato in blu notte con vari buchi forniti di lampadine di vari colori che dovevano simulare un cielo stellato. Le luci si sono abbassate e lo spettacolo è iniziato. Tutte le canzoni più famose sono state sciorinate, il balletto era gradevole, tutte le signore guardavano un bel ragazzo con barba e capelli neri. C’era il cantante melodico con tanto di chitarra gradevolissimo da ascoltare, piacevolissimo da vedere; c’era il suonatore di violino elettronico che simulava un’orchestra intera, bel ragazzo biondo; c’era il tenore che non riusciva a tenere l’acuto e lo troncava, con la voce che di melodioso non aveva niente ed era in buona compagnia con la soprano e quando duettavano al momento dell’acuto uno tirava in fuori il torace e l’altra indietro la testa, mentre il chitarrista si aggrappava inconsciamente alla chitarra. Dopo un’ora e mezza lo spettacolo è finito, dalla platea e dalla galleria sono scrosciati applausi a non finire, soprattutto dagli ospiti stranieri che affollavano la sala. Tornate in albergo con altrettanta solerzia che all’andata, ci siamo coricate, non senza aver prima lanciato un’occhiata verso la costa partenopea piena di luci. Quella vista mi ha consolata e riconciliata con la nuova Sorrento….. domani si va a Capri!!

posted by gliocchidellanotte 19:23 | commenti (2)