UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA
sabato, ottobre 28, 2006

Il mio viaggio verso Capri ha avuto la prima sosta a Sorrento. C'ero stata tanti anni fà, e il ricordo, forse dovuto all'età che avevo, era rimasto impresso nella mia mente con i colori e gli odori che la giovinezza riesce ad imprimere nella memoria. Ricordavo molti negozi di ricordi, quelli che vendevano i tavolini intarsiati con il carillon incorporato, nascosto in un piccolo vano ricoperto da un pezzetto di legno, quelli che vendevano le "nacchere" con impresso "ricordo di Sorrento", un bar con i cedri messi in bella mostra, i cibi dal sapore sapido e vero. Sapevo che non avrei ritrovato tutto questo, ma trovare una Roma in piccolo.... sinceramente non me lo aspettavo. Tuttavia con l'età sono diventata un pò filosofa ed ho accettato il cambiamento senza rimpianti, non avevo accanto nessuno che avesse visto prima Sorrento e così non ho potuto fare rimembranze sicuramente infelici. L'albergo dove dovevamo alloggiare non era per niente pretenzioso, molto pulito. Dalla camera potevo intravedere una bella fetta di mare e di questo me ne sono compiaciuta la sera quando la vista della costa troneggiava con tutte le sue luci in lontananza. Visto che il pomeriggio era libero la mia compagna di viaggio ed io abbiamo pensato di fare un giro per Sorrento. Peccato che la signora voglia a tutti i costi portarsi una "canadese" (magari fosse una birra e non un maledettissimo bastone) con il quale si sente protetta dalle ingiurie del traffico. Insieme alla figlia e ad alcune sue colleghe, abbiamo fatto un giro vizioso per raggiungere il porto, ma gira di quà e gira di là alla fine siamo arrivate alla piazza che vedete in foto e da cui si gode una bella vista verso il mare e sulla sottostante tortuosa strada che conduce al porto e lì, siamo state abbandonate dagli altri della comtiva con la scusa che la signora non sarebbe riuscita ad arrivare fino al porto. Per niente delusa, avendo capito che quelle avrebbero trottato da una parte all'altra senza una meta precisa alla ricerca di qualcosa che non avrebbero sicuramente trovato, ci siamo sedute ad un bar per prendere un caffè. Mentre eravamo lì in attesa del ritorno delle transfughe, abbiamo visto un trenino bianco con un paio di vagoncini. Ci siamo guardate ed abbiamo deciso di prenderlo.... faceva tutto il giro della parte storica compreso il porto. Abbiamo aspettato una mezzoretta per poter salire e se non ci affrettavamo non ci saremmo riuscite, sembrava di essere a Roma nell'ora di punta. Ci hanno fornito di cuffie che ci avrebbero dato le necessarie spiegazioni con un sottofondo di canzoni partenopee. Quando siamo arrivati all'altezza del porto dalle cuffie si è sentita la canzone "anema e core", una signora, fortunatamente intonata, ha iniziato a cantare ed in un secondo stavamo tutti cantando a squarciagola non rendendoci conto che la musica la sentivamo solo noi e la meraviglia di chi incrociavamo era la nostra meraviglia nel vedere la loro sorpresa.
giovedì, ottobre 12, 2006
E VIAGGIARE..... - Prendo a prestito le parole di una canzone di Battisti perchè la prossima settimana parto per una gita di 3 giorni lungo la costa Amalfitana, con relativa puntatina a Capri. Solcare il mare su una barchetta così invece che il meschino traghetto sarebbe un sogno, e come dice la sorellona nel suo blog (non sono esagerata come lei.....30 marinai mi sembrano troppi)con un manipolo di una decina di marinai come compagnia (come suggerisce Enzo mi farei FINALMENTE una compagnia) veleggerei lietamente sul Tirreno alla volta della favolosa Capri. Peccato che i compagni di viaggio siano tutti "giovani". Ce la farà questa moltitudine di giovincelli ad arrivare ad Anacapri, così come promesso dall'organizzatore della gita? Sono ......nti anni che non vado a Capri, spero che il ricordo che ne ho ancora non venga vanificato dalla realtà. La sorellona mi suggerisce di comprarle gli zoccoli capresi (vedi Fantozzi), i colleghi mi chiedono i liquori locali tipo limoncello, meloncello. Io opterò come al solito per i miei amati dolci, e visto che sono dalle parti giuste....... a me i BABA', e visto che la sorellona con i suoi 30 marinai non vuole dividere il rum, spero che se vede i Babà ne mollerà un pò per imbibirli bene bene!
mercoledì, ottobre 11, 2006
DI CHE LINEA PARLIAMO???? - Da un pò di tempo a questa parte in ufficio si parla molto di linee, in tutti i sensi. Che linea tenere in presenza delle due dirigenti? Una, la prima, titolare appena rientrata dalla maternità tenta di riconquistare simpatie, ma la ottiene solo dalle sue simpatizzanti; l'altra,frequentatrice e simpatizzante delle stesse di cui sopra tenta di tenersele buone, ma noi della truppa???? Che contegno tenere per non essere coinvolti in una sicurafuturamoltoprossimalite??? Astenersi bisogna per superare ogni rogna! Poi ci sono i colleghi che hanno problemi di linea (leggasi Enzo), io fortunatamente sono fra quelli che hanno una linea invidiabile, ho raggiunto quasi la perfezione, un quadrato perfetto tipo moglie di VitoCatozzo: 1,40 per 140 chili. Poi c'è di Cocco che è arrabbiato con la sorellona perchè ha chiesto ed ottenuto che la linea diretta del telefono che stava da di Cocco fosse spostata da lei...... guerra dichiarata unilateralmente. Poi ci sono problemi di linea per il nuovo programma informatico, problemi di allineamento di voci e conti economici, probemi di linea telefonica per comunicare e risolvere problemi che si verificano con i programmi informatici con i beneamati "pandoriani", new generation di sicura provenienza, compresa etichetta doc. Dopo tutte queste linee che non si allineano, per essere sicura di un' allineamento, con chi mi allineo????
