UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

venerdì, febbraio 25, 2005

 IL PAPA - Guardando il Papa solo sotto l'aspetto umano, di persona anziana e malata, non si può non essere compassionevoli. Oggi, mentre andavo a prendere il caffè con la sorellone, verso mezzogiorno, ho incontrato due tipi nella mia azienda che indossavano una tuta blu con una strana scritta sulla schiena, e visto che un'altro operaio con una tuta simile si era qualificato come operaio della Telecom, ho chiesto innocentemente che cosa andavano a distruggere e se fossero della Telecom. La risposta mi ha lasciata un pò perplessa.... "Siamo di una società americana" Ed io li per li mi sono chiesta:  e che ci fà una società americana da queste parti? Poi ho capito...... Al ritorno dal caffè li abbiamo incontrati di nuovo e questa volta stavano scaricando da un camion parecchio materiale, imballatissimo, e due basi che sembravano quelle per gli ombrelloni da bar. La sorella, impicciona, ha chiesto loro "ma mettete gli ombrelloni?" "No sono le basi per le antenne satellitari!" Capito cosa stavano trafficando? Si stanno già preparando per i funerali del vecchio Papa e per la elezione del nuovo Papa!!!!! 

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mercoledì, febbraio 16, 2005

SPARLANDO SPARLANDO - Sembra che sia cosa normale e giusta sparlare negli uffici.  Quando uno firma il contratto di lavoro, tra le righe piccole, quelle illegibili, ci deve essere un codicillo vincolante, fondamentale e nel quale vengono elencate tutte le soperchierie che l'azienda autorizza in nome di una stabilità apparente. Tra queste quelle più praticate sono:

  1. Metti in cattiva luce il collega servendoti delle confidenze che gli hai carpito
  2. Fai capire al tuo capo che se non fosse per te...... gli altri non farebbero niente
  3. Metti in luce le tue qualità (seno, cosce, sedere fasciate in abiti attillati)
  4. Serviti della cozza dell'ufficio e fai credere che il suo lavoro l'hai fatto tu
  5. Se vuoi essere sicuro di avere il posto che desideri fai credere che il tuo avversario sia gay
  6. Fatti amico un fetente come te, ma sottogrado, e fagli fare la spia
  7. Fai in modo che i tuoi colleghi entrino in conflitto l'uno con gli altri
  8. Fai credere ai tuoi superiori che solo tu, IL LUMINARE, sai tutto dell'ufficio e dei colleghi
  9. Entra in confidenza con i tuoi capi e alle feste comandate mandagli sempre gli auguri
  10. Ricordati che esiste sempre un fetente più fetente di TE!

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IL CROGIUOLO - Sembra che gli sforzi della sorellona per rendersi antipatica stiano cominciando ad avere il meritato successo. Sono quasi due mesi che sta facendo la guerra del silenzio con la collega "lavandara" di stanza. Quando è necessario parla solo di lavoro, banditi tutti gli argomenti futili, discorsi personali, problemi, malattie ecc.ecc. Lei sta semplicemente facendo l'ospite trasparente, una non persona, una non cosa, UN NULLA. Non si inserisce più nelle conversazioni che riguardano il lavoro se non è direttamente interpellata. Se qualcuno pensa che questo comportamento va a suo detrimento, ebbene vi garantisco che non è così. In effetti lei sta mobbingando la collega, ma la signora non si può lamentare, perchè al contrario della sorellona che ha subito il mobbing da parte di tutto l'ufficio, è solo la sorellona che lo stà applicando nei confronti della "lavannara". La signora "Lavannara" stà cominciando ad accusare colpi su colpi, anche perchè una collega nella sua stanza potrebbe andarsene da un momento all'altro e la sorellona anche (hanno fatto tutte e due domanda di trasferimento). IL POTERE le si stà sgretolando sotto i piedi, e se ci mettiamo che la ditta interinale che fornisce il personale potrebbe non essere riconfermata.......  La sua migliore amica, nonchè anima nera, ne fa parte e pende letteralmente dalle sue labbra, nel bene e nel male. Ogni tanto viene usata come quinta colonna, ma ormai si sa chi è, E' BRUCIATA! Una volta l'atteggiamento della sorellona si chiamava "mettere a bagno", invece preferisco il detto di mia madre  "lasciali cuocere nel loro brodo"! Ed ecco il crogiuolo, anche se è una definizione inesatta, in effetti il crogiulo serviva a fondere i più nobili metalli per poi forgiare qualcosa di bello, in questo caso serve a fondere le menti più incapaci e gli animi più gretti per vedere di riuscire ad ottenere da tanto niente un qualcosa, un'inezia di intelligenza, una piccola fiammella che possa illuminare un solo cervello pensante. Credo che la sorellona dovrà fare Diogene ed andare in cerca di quel cervello con tanto di lampada in mano.

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martedì, febbraio 15, 2005

PENSIONATA? - Sorpresa delle sorprese, chi c'era oggi in ufficio? Al proprio posto? Sulla sua sedia? A lavorare al suo computer? Ma la neo pensionata. E come mai era lì? Perchè quando uno è raccomandato esce dalla porta, ma rientra dalla finestra!!!!! Non era riuscita ad avere un incarico quando era in servizio? Et voilà, ha ottenuto una consulenza!!!!! Ma che lo dico a fare? Ho in mente di chiedere indietro i soldi dati per il regalo. Mi hanno fatto notare che ho mangiato al rinfresco, e con questo? Mica ho dato i soldi per smangiucchiare qualche cosa, i soldi erano vincolanti per il regalo, ma soprattutto per la sua dipartita da luogo di lavoro. Se i colleghi dell'azienda da cui proviene lo sapessero..... le risate si sprecherebbero.

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martedì, febbraio 08, 2005

VEDERE LA CITTA’ – Oggi ho fatto quello che uno scrittore, di cui non ricordo il nome, suggeriva per vedere la città in cui si vive con occhi diversi. Quando sono uscita dal lavoro alle 5 e mezza, ho cominciato a guardarmi intorno come se fosse la prima volta che vedevo quei luoghi. Ho visto la cupola di S. Pietro dalla scalinata della chiesa del S. Spirito che si stagliava contro il cielo color indaco, illuminata dai fari posti con arte intorno ad essa. Mi sono avviata verso Piazza S. Pietro percorrendo il Borgo e non via della Conciliazione, per avere una visione diversa della piazza. Mano a mano che mi avvicinavo e il colonnato si ingrandiva e il cielo imbruniva, le luci sulla piazza e lungo il colonnato creavano un effetto di tempo passato. Non ero più nel 2005, ma forse nel 1600 o 1700. Le persone che incontravo, a dire il vero poche, avevano l’aria di essere per caso in questo tempo, di essere nell’attesa di tornare da dove erano venute, di essere in vacanza ma desiderando il ritorno a casa. Costeggiando il colonnato la campana che segna le ore ha cominciato a cadenzare il tempo, tre tocchi brevi e cinque lunghi….. è l’ora del vespro. Attraversata via Gregorio VII ho guardato nuovamente il Cupolone e mi si è stretto il cuore pensando a quanto è bello stagliato contro il cielo blu notte e mi è venuto il desiderio, io straniera, di tornare a casa, alla mia patria….. e mi si è stretto ancora di più pensando che IO ero a casa, che bastava prendere la macchina e in meno di mezz’ora ci sarei stata.

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giovedì, febbraio 03, 2005

MOLTO RUMORE (PER NULLA) - Come ho scritto prima, la sera dovevo andare a teatro, con la sorellona. E invece si è raffreddata. Ho tentato di coinvolgere Gianluca, offrendogli due biglietti, poi Fabio, niente da fare. Gianluca faceva gli anni e andava a festeggiare, Fabio..... è un uomo ermetico! In quel mentre ho visto Enzo ed ero riuscita ad ottenere una mezza promessa. Verso le sette, non avendo ricevuto nessuna notizia da parte di Enzo, ero sinceramente indecisa se andarci da sola o no. La recensione non era molto chiara, ermetica anche quella. Alla fine mi sono decisa ed alle 8 sono uscita. Mentre uscivo dal garage ho ricevuto un messaggio, era Enzo. Chiamatolo mi ha detto "sai c'è la partita della Roma" e che vuoi fà? Il cuore giallo-rosso è più forte di ogni cosa. Parcheggiata la macchina al solito posto, mi sono avviata al teatro e mentre camminavo sentivo i discorsi di chi vi si recava :"Sai è quella commedia di Shakespeare.... molto rumore per ....., insomma è carina, però non me la ricordo bene" "Shakespeare? (pronunciato come se si dicesse "lavavetri"?) ma non è musicale?", tentennamenti e dubbi dei due accompagnatori forse all'oscuro anche di chi fosse l'autore e di che trattava la commedia. Quando sono entrata, piuttosto in anticipo, mi sono seduta al mio posto e con altrettanta sicurezza ho occupato il posto a fianco con il cappotto. Aspettavo per vedere se i signori alla mia sinistra, abbonati anche loro, sarebbero arrivati. Se la mia speranza era che non arrivassero, è andata delusa. Eccoli tutti e due, la puzzetta sotto il naso, la finta noncuranza, l'aria di dire "noi siamo quì perchè siamo colti", ed infatti di lì a poco eccola la cultura. Per farmi sapere che hanno vari abbonamenti in vari teatri, la signora ha detto al marito "l'abbbiamo vista vero la professione della signora Varren?" pronunciato così come è scritto. Alla faccia della cultura, tutti e due non si ricordavano di che cosa trattasse, nè tantomeno sapevano il contenuto della commedia che erano venuti a vedere. E poi è iniziato lo spettacolo. A tutta prima, quando in scena è entrata la Goggi sono rimasta perplessa.... era un monologo dall'Otello, "oddio ho sbagliato commedia", ed invece no! Era un prendere sottogamba Shakespeare, con molti riferimenti all'attualità di oggi, però quando recitavano veramente il testo della commedia ..... beh, io rimanevo incantata. Ce n'era uno che avevo puntato.... un pezzo di marcantonio, alto quasi 2 metri, con una prestanza fisica ...., poi quello che interpretava Benedetto mi ha incantata con la sua voce musicale, c'era la Goggi che è stata più brava del solito. Gli attori all'inizio non sentivano il pubblico, però è bastato il primo "brava" all'indirizzo della Goggi che le cose sono cambiate. L'ambiente si è riscaldato e sulla scena gli attori hanno cominciato ad andare benissimo. Ed eccole le critiche all'intervallo, quelli alla mia sinistra "è troppo musicale" quelli alla mia destra "è troppo dialogato". Il secondo tempo mi è piaciuto di più, forse mi ero abituata al continuo cambiamento tra realtà di oggi e finzione scenica. Quando è finito mi sono un pò dispiaciuta, mi ero immedesimata nella protagonista e tornare al mondo reale.....Come novella cenerentola, era mezzanotte, sono tornata a casa e paventando un principe azzurro 87enne sono stata attenta a non perdere la scarpetta (anta).

posted by gliocchidellanotte 23:09 | commenti (3)

MOLTO RUMORE PER NULLA - La signora pensionata ha dato l'agognato rinfresco, e come ha anticipato la sorellona, non è che si sia sprecata poi tanto. Due panettoni, ovvero quei tramezzini ricomposti a panettone, trattenuti da non sò quanti spiedini, perfettamente uguali nei gusti. Un grazioso contenitore di pasta di pane a forma di canestro, con dentro tante piccole barchette di pane farcito con olive e altre cose non meglio identificate. Una focaccia di formaggio e prosciutto, una marea di patatine fritte, piccole pizzette bianche con mortadella, salatini, coca cola, acqua, vino e succhi di frutta. Per dolci frappe e "castagnole" alla crema e alla ricotta. Ho assaggiato un pò di tutto, ma quando sono arrivata alle frappe, sinceramente mi si è aggricciato lo stomaco..... erano di un unto ma di un unto che sono stata costretta a mangiare un tramezzino al salmone per coprire il sapore dell'olio. Dulcis in fundo champagneeeeee, ma no! come ha corretto la gentile signora, solo spumante!!! Alla fine era rimasta tanta di quella roba, e sì che eravamo in tanti, che non mi sono fatta scrupolo di fare "il piattino" per Silvia. Con il più bello e falso sorriso a 32 denti ho fatto i più falsi auguri di ogni bene alla signora pensionata, che ancora continuava a dare ordini sul "lavoro". Quando sono scesa, dopo aver inutilmente tentato di telefonare a Silvia per dirle del piattino, ed ho bussato alla sua porta, non c'era.... le ho lasciato un biglietto e anche i piattini, poi sono andata via perchè la sera dovevo andare a teatro, al Brancaccio a vedere "molto rumore per nulla". Il teatro e l'arte della recitazione, oltre allo scrivere, fanno parte della mia natura e quella mattina ne avevo dato una buona prova. Se la festeggiata faceva finta di essere radiosa e indossava il regalo che le era stato fatto con falso orgoglio, io non ero da meno e le dispensavo la mia più falsa simpatia ostentando un'attenzione e una deferenza per quello che diceva che se avesse potuto essere nei miei pensieri vi avrebbe trovato la più assoluta noncuranza. Le sue amiche pendevano dalle sue labbra e credevano a tutto quello che diceva "la mia amica è a Singapore e ci starà fino alla fine del mese e mi ha chiesto di raggiungerla, certamente lo farò" tutto questo detto con voce garrula. L'amica in questione è la stessa su cui abbiamo avuto un piccolo scambio di idee che ha portato, da parte sua, ad ignorarmi per gli ultimi 15 giorni prima del suo pensionamento, devo dire che ho sofferto per questo? No, la certezza della sua uscita di scena mi rasserenava l'animo più che se avessi ricevuto la notizia del disinteresse da parte del vegliardo nei miei confronti.

posted by gliocchidellanotte 22:23 | commenti (1)

martedì, febbraio 01, 2005

PASTA E FAGIOLI - Enzo si è innamorato della pasta e fagioli. Quando è l'ora di mangiare è inutile chiedere ad Enzo "dove si va?" la risposta è una sola "al chioschetto". Ed è proprio un chioschetto. D'estate c'è la copertura di plastica e qualche ombrellone a coprire i tavolini, d'inverno ci sono anche i teloni con le finestrature in plastica trasparente per poter vedere fuori e poter godere di quel pò di sole quando c'è. Noi due siamo le sue più assidue complici, quando non si aggiunge Silvia. Oggi c'erano Umberto e Lucia. Enzo ha fatto una convenzione tacita con il gestore, lui non vuole la terrina che danno a tutti gli avventori, no! lui ha una terrina che è quasi il doppio di quelle normali ed è di colore rosso, distinguibile da tutte le altre. Non sò come faccia, ma riesce a finire sempre per primo, con tutto che quando le portano sono bollenti. Oggi poi ci siamo fatti portare una bottiglia di vino rosso. Enzo ha riempito i bicchieri con l'intenzione di consumare solo metà della bottiglia e nell'attesa delle portate ci siamo messi a chiacchierare e a brindare alla nostra salute. A stomaco vuoto il vino fà brutti scherzi, a qualcuno fà venire la malinconia e a qualche altro toglie le inibizioni. Ad Enzo era venuta una vena di malinconia e si è messo a canticchiare le canzoni che intonava quando era soldato, ed insieme ad Umberto hanno cominciato ad intonare il silenzio, la sorellona a questo punto ha tolto la bottiglia di torno. Quando hanno portato le terrine Umberto e Lucia, visto che era la prima volta che mangiavano pasta e fagioli lì, hanno fatto i complimenti ad Enzo e lo hanno ringraziato per averli quasi costretti ad andare con lui. Nel mentre si mangiava la bottiglia si consumava, a noi due purtroppo il vino toglie le inibizioni, tant'è vero che quando Umberto ha raccontato una barzelletta piuttosto spinta ci siamo messe a ridere e la sorellona ha detto "lo sai che noi non dovremmo ridere?" e quì risate a crepapelle. Per finire in bellezza ci siamo fatte portare il dolce ed il caffè, nel frattempo la bottiglia di vino era finita. Non sò se Enzo, Lucia ed Umberto siano riusciti a lavorare dopo, di sicuro io e la sorellona eravamo piuttosto rilassate per non dire brille.

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