UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

martedì, novembre 30, 2004

VIAGGIO IN SICILIA - 6° GIORNO: La notte non l'ho passata in tranquillità, nel senso che le sarde andavano su e giù, mentre sotto di me al piano bar c'era il pianista che fino all'una ha suonato musiche brasiliane. In genere al primo accenno di musica io crollo istantaneamente, ma questa volta no. Ripensavo alla serata trascorsa, alla piccola chiesa nel centro di Cefalù con una doppia scalinata e la balaustra in ferro battuto a fiori e foglie che forse era stata dipinta in nero lavagna ma che adesso, per l'azione della salsedine, era di un celeste-grigio. Ci aveva talmente colpite la bellezza di quella doppia scalinata che abbiamo voluto vedere anche la chiesa.... potevamo risparmiarci la fatica. Dentro era di uno squallore unico. Doveva essere stata la chiesetta per i pescatori, forse c'erano stati gli ex voto, adesso era incolore, con le panche nuove, le pareti disadorne. L'unica cosa che colpiva era la ricostruzione, dietro una vetrata, dell'apparizione della madonna di Fatima con tanto di pastorelli. Mentre eravamo dentro è entrato l'officiante....un vecchietto di quelli tosti, ancora convalescente (?) da un ictus, trascinato e sollevato di peso da due energumeni che un'altro pò crollavano insieme a lui sull'altare. Paola ha cominciato a tossire per nascondere la ridarella ed io ho capito che se non ce ne andavamo alla svelta avremmo fatto qualche figuraccia, abbiamo fatto in tempo a sentire che la voce del prete era ancora gagliarda, ferma e intimidatoria.....quello ce l'aveva col mondo e nello stesso tempo dimostrava che anche lui, dopo il Papa, restava al suo posto come il capitano sulla nave che affonda!!!!! Mi sono alzata presto come al solito, oggi è prevista la visita alla Valle dei Templi e visto che è lontana bisogna partire presto. Ho iniziato a fare colazione da sola e mi sono rimpinzata di yogurt nell'attesa dei compagni. Mentre ero lì ecco che Luciano viene verso di me e mi chiede se era possibile recuperare le foto dal dischetto se lui aveva dato l'ok al delete, ho risposto di no e lui ha fatto una faccia stralunata "allora ho cancellato definitivamente tutto.... e che racconto a mia moglie? quella non ci crede che sono stato in Sicilia". Alle otto ho telefonato alla sorellona per sentire come stava. Aveva dormito e il piede andava un pò meglio. Mentre stavo al telefono con la sorella, sentivo che qualcuno defezionava "noi abbiamo già visto la valle dei templi e così andiamo a visitare con più comodo Palermo" e pensavo "come si può non rivedere un posto che decantano a tutto spiano?". Alle nove siamo partiti. Il pullmann ci ha condotti all'interno ed il paesaggio era bellissimo, l'erba era di un verde intenso, le montagne rocciose e piene di arbusti, il cielo azzurro come non è più stato così azzurro a Roma dagli anni 50. All'improvviso ci è apparso il mare, stupendo, tra il verde e il blu e abbiamo cominciato a essere impazienti di arrivare. Quando abbiamo visto il classico carretto siciliano con il cavallo bardato in gran pompa, abbiamo capito di essere arrivati. Paola ha fotografato il carretto dall'interno del pullmann ma io non ho fatto in tempo e quando avrei potuto non ho osato..... il carrettiere in siciliano stretto stava profferendo invettive all'indirizzo nostro, ovvero a quelli che lo avevano fotografato senza sborsare un euro. Neanche scesi siamo stati presi sotto le ali di una signora tedesca che sarebbe stata la nostra guida. Ci siamo incamminati e la famosa valle dei templi si è presentata ai nostri occhi.... sono rimasta un pò delusa, forse dovevamo vedere questa valle prima di Segesta, o forse perchè se guardavo a destra vedevo Agrigento con tutti i palazzoni moderni e le raffinerie in lontananza. Non c'era la poesia di Segesta se non dando ostinatamente le spalle ad Agrigento. Nelle foto che ho fatto si vede il mare, i monumenti, le piante secolari, il viale, le catacombe, tutto .... meno che Agrigento. La signora guida correva come un treno e spiegava come un vaporetto, nel senso che ansimava per la fretta e con un accento tedesco terribile. Come al solito, per fotografare meglio, di più e di tutto, mi sono arrampicata, dove si poteva, sulle rovine..... e un altro pò andavo a tenere compagnia alla sorella, facile come sono alle storte. La guida continuava a dire che bisognava vedere la valle in primavera, quando tutti i mandorli sono in fiore..... ed io con la mia fantasia li ho visti i mandorli in fiore, che il vento scompigliava e faceva cadere e la valle che sembrava piena di neve....! L'autista, vista l'ora, ci ha portato in un ristorantino sul lungomare. Il papà di Paola, come al solito pastaiolo, ha voluto gli spaghetti con i polipi, mentre noi ci volevamo accontentare dei panini che ci eravamo portate, ma quando abbiamo visto il piatto di spaghetti che traboccava di pesce a Gabriella e a me è venuta una voglia pazza di pesce. Mentre il vegliardo si era fatto portare un piatto e aveva fatto una porzione per la sottoscritta che ha dovuto inventarsi l'inventabile per non accettarlo, Gabriella ed io ci siamo fatte portare un trancio di pesce spada. Quando l'abbiamo assaggiato, convinte dall'odore e dall'aspetto, abbiamo toccato il cielo. Mai mangiato un trancio di pesce spada così! Il vegliardo chi ha provato con la birra, con i dolci, con il caffè....e certo, dopo che aveva fatto il ragazzino lungo tutto il viale che conduce da un tempio all'altro, gettandomi olive, sassetti, rametti, coccetti.... ed io che continuavo a cadere dalle nuvole. Dice di essere timido e se fosse stato sfacciato??? Quando siamo arrivati all'albergo ci siamo accorti che c'era una festa di nozze. Con la scusa di andare al bar, che guarda caso era sullo stesso piano della festa, siamo andate a curiosare. Fuori dal salone dove si stava svolgendo la festa di nozze c'era un cavalletto con sù una lista: al centro gli sposi, a destra la mamma, il papà, la zia ecc.; a sinistra i parenti di lui. Ogni tanto le porte si aprivano e abbiamo potuto vedere la sposa, molto giovane e bella, lo sposo così così. Gli ospiti tutti agghindati a festa e come al solito caciara a tutto spiano e critiche feroci fra parenti. Era l'ultima sera a Cefalù, che si fà? Facciamo un ultimo salto notturno là o ci passiamo una serata al piano bar? Piano bar!! Dopo cena, siamo andate al piano bar che come al solito ospitava tedeschi, rigorosamente in pista a ballare tanghi e polche. C'erano anche siciliani, forse parenti degli sposi che passavano la notte lì, e tra questi parecchie signore che adocchiavano i presenti. Capito l'andazzo, è stato fatto venire un intrattenitore che ha cominciato a mettere tutti in pista e a ballare la macarena. Il vegliardo voleva che andassi a ballare, mi sono schernita (e ti credo mi sarei sentita Salomè, ma S. Giovanni dov'era?) e ho rifiutato, ma mi sono divertita lo stesso a vedere il "maestro di ballo" con parecchi rotolini sui fianchi sudare come un matto per far muovere a tempo tutte le signore vogliose di conquiste. A mezzanotte, novelli cenerentole, tutti a nanna, domani si parte.

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domenica, novembre 21, 2004

VIAGGIO IN SICILIA - 5° GIORNO - POMERIGGIO: Arrivate in albergo, ci siamo organizzate per il pranzo, nel senso che io andavo a mangiare nella camera di Paola e Gabriella. Stavano tutte e due sul balcone, già apparecchiato per mangiare; la vista di Cefalù illuminato dal sole pomeridiano era spettacolare. Il mare era di un verde-blu stupendo e si vedevano anche le isole in lontananza tanto l'aria era chiara e tersa, e pensare che volevamo andare a Pantelleria ma ci avevano sconsigliato perchè le previsioni prevedevano mare grosso e burrasca! Il piacere di stare all'ombra, lì non ci batteva il sole neanche la mattina, ci permetteva di gustare il pranzo in tutta calma. Ci siamo organizzati per il pomeriggio, i nostri compagni di viaggio avevano prenotato per la sera la cena in un ristorante tipico di Cefalù, ma noi volevamo visitarla ancora con calma, non avevano ancora visto il Duomo, e comprare gli ultimi regali (ancoraaa?). Siamo andate alla fermata dell'autobus prima delle 5, e quello, puntualissimo si è fermato e l'autista quando ha aperto le porte ha esclamato "voi siete quelli di stamattina!", ebbene si! non passiamo certo inosservate, soprattutto Paola, esuberante in tutti i sensi, dal fisico al carattere. Ho fotografato un angolo di Cefalù per me molto bello, un arco che portava al mare con il sole basso all'orizzonte, moooolto romantico. Abbiamo girato tutta la parte vecchia e Paola ne ha approfittato per comprarsi una collana di agata, io non mi sono azzardata, a parte i prezzi, non volevo che la sorellone mi tirasse le orecchie, niente orpelli e cose inutili. Finora ho rispettato le consegne, i dolci non sono compresi tra gli orpelli e non rimangono tra i piedi... spariscono subito. Abbiamo visitato il Duomo, erano quasi le 6, ma abbiamo potuto vedere poco, per vedere qualcosa bisognava mettere un euro in un trabiccolo all'inizio della chiesa per ottenere circa 3 minuti di luce, ma noi ci eravamo addentrate troppo e abbiamo approfittato dell'euro del visitatore precedente, però scaduti i 3 minuti la chiesa è diventata di un buio ma di un buio che avrebbe fatto felice Dario Argento, la luce proveniva solo dalla porta aperta. Lo scaccino ci ha detto che di lì a due minuti avrebbe chiuso il Duomo e alle nostre rimostranze ci ha detto che non poteva farci nulla, alle 6 in punto si innescava l'allarme automatico collegato con la polizia e loro avrebbero dovuto giustificare la cosa. In meno di due minuti eravamo tutti fuori. L'appuntamento per la cena era alle 19,30 davanti al ristorante. Ci siamo passati davanti due volte senza vederlo e quando ce lo hanno indicato ci veniva quasi da piangere.... caratteristico, pittoresco e moooolto piccolo. La conferma che fosse quello era la tavolata preparata che vedevamo da fuori, saremmo stati stritti stritti, detto alla siciliana. Come al solito, ho telefonato alla sorellona, che mi ha risposto tutta affannata e quando ho chiesto cosa era successo al suo "niente, niente" io ho risposto "ti hanno scippato?" "no" "hanno rubato a casa?" "no, mi ha investito una bicicletta contromano" e quì, sulla cronaca verbale dell'incidente stendo un velo pietoso per il linguaggio usato. Le ho detto "domani torno, chissenefrega se c'è ancora un giorno di viaggio" "E come fai?" "Prendo l'aereo" "Nooooo, a Roma ci sono i temporali!" e che devo dire, io che non ho mai preso un aereo in vita mia perchè ancora non riesco a farmi passare la paura del volo, ero disposta a fare questa esperienza per correre in aiuto alla sorellona e quella mi smonta così! Siamo rimaste d'accordo che la mattina dopo mi avrebbe telefonato per farmi sapere come aveva passato la notte e se nò mi avrebbe vista piombare lì. Con queste premesse la cena non mi si presentava più invogliante come prima. Quando siamo entrati nel ristorante l'impressione di stare stretti stretti ha avuto la più ampia conferma. Non c'è stato antipasto, ma si è passati subito al primo "PASTA CON LE SARDE". Noi quattro, che eravamo in fondo alla fila, vicini all'uscita, abbiamo potuto vedere con tutta calma quelli in cima alla tavolata che venivano serviti. Paola ha borbottato neanche tanto piano"mi sà che ci danno la fregatura.... guarda quanto è pieno quel piatto, in genere quando il primo è abbondante poi non ti danno più niente!" ma io sono ottimista e le ho fatto notare che era previsto anche un secondo con contorno e lei ha risposto "sarà...". Quando ci hanno messo davanti il piatto mi si è aggricciato lo stomaco, c'era l'unica pasta che io odio cordialmente "le bavette", condite con una marea di sarde. Ho guardato Paola e poi Gabriella e il papà di Paola, ma tutte e tre avevano cominciato gagliardamente a mangiare. Io ho centellinato le bavette e ho mangiato la maggior parte delle sarde, mentre Paola borbottava che lei aveva più pasta che pesce e il papà che esclamava che aveva più pesce che pasta. Per secondo è stato servito un pesce che, come ha detto Gabriella, era di natura da definire, con un contorno di insalata servito in un piattino da dolci. Festa finita. E tutto questo per la modica cifra di 18 euro a testa. Paola ha bofonchiato a più non posso, e va beh il locale caratteristico al centro del paese, e va beh il piatto locale, ma caspita non comprendere neanche il caffè!!!! Tutte le signore, prima della presentazione del conto, garrule e querule, si erano complimentate con la padrona del locale per la bontà del piatto con le sarde e si erano fatte dare la ricetta (e quella secondo loro gli ha dato la ricetta originale? illuse), ma all'uscita del locale, a debita distanza, le critiche e il malumore per il prezzo pagato sono durate fino all'arrivo all'albergo.

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mercoledì, novembre 17, 2004

VIAGGIO IN SICILIA -5° GIORNO: Giornata libera.... finalmente! Come al solito mi sono alzata presto, volevo fotografare Cefalù di prima mattina pensando che fosse baciata dal sole e invece.... la montagna alle spalle non fa illuminare Cefalù fino alla 8 della mattina (erano le 7 e mezzo), e va beh! ne approfitterò per fare un'abbondante colazione, alla faccia del dietologo. Come ho già detto gli ospiti sono piuttosto internazionali, ma soprattutto tedeschi ed inglesi. Quando ci sono i tedeschi a colazione c'è salame, prosciutto cotto, uova sode, formaggio, pane e marmellata, yogurth e cereali, invece con gli inglesi sparisce il salame e compare il burro. Sono capaci di fare le più strambe combinazioni, ed io, come al solito, ho provato ad imitarli. Mi sono fatta un panino con prosciutto cotto, formaggio e uova sode.... che lo dico a fare.... un'altro pò mi strozzo perchè furbescamente non ho voluto mettere il burro, per il colesterolo. (con quel pò pò di roba dentro???)Mi sono presa un pò di yogurth (coscienza messa a posto per il colesterolo, non si dice che lo abbassa?) e poi tanto di quel thè che nel mio stomaco poteva albergare tranquillamente un pesce rosso! Nel frattempo ero stata raggiunta dai compagni di viaggio, avevamo in programma una passeggiata a piedi verso Cefalù, per visitarla con più calma. Alle nove ci siamo incamminati. La giornata splendida, i colori sgargianti, il silenzio e l'odore salmastro del mare procuravano sensazioni di piacere tale da sembrare innamorati (il vegliardo ci provava gagliardamente, ed io alla mia età, dovevo scoraggiarlo e mi sentivo imbarazzata peggio che se avessi avuto diciotto anni). Arrivati a Cefalù, Gabriella ha cominciato a dire che era stanca e che voleva tornare indietro, ma io e Paola, intenzionate a vedere un pò di negozi, abbiamo fatto le sorde, e per convincerla a continuare ho detto:"troviamo una pasticceria, compro qualche dolce e torniamo indietro, promesso!" e mentre dicevo questo Paola aveva intravisto una fermata d'autobus e Gabriella un venditore ambulante di frutta. Gabriella quando ha visto i fichi d'india non ha capito più niente ed ha voluto comprarne almeno uno. Il ragazzo che vendeva la frutta, era pure belloccio, non ha potuto o voluto dire di no a Gabriella che gentilmente gli chiedeva di "caparlo"; è andato a prendere un coltello e si è presentato con un coltellaccio da scanno..... abbiamo fatto tutte e due un passo indietro! Quando ha presentato il frutto capato, Gabriella in due bocconi se lo è divorato, non mi ha dato il tempo, da brava giapponese, di fotografare la sua espressione di totale beatitudine. Nel mentre, Paola chiedeva nei negozi di tabaccheria e di giornali se vendevano i biglietti dell'autobus e la risposta era sempre la stessa:"non li abbiamo, noi non prendiamo l'autobus! Li comprate sull'autobus" Intanto si proseguiva nella passeggiata e Paola ed io notavamo che la zitella di due sere prima era sempre sottobraccio alla mamma, con il naso all'insù e quell'aria superba che diceva "voi non sapete chi sono io" e non notava lo sguardo compassionevole di chi l'aveva appena salutata. Difficile vivere in un piccolo paese ed essere figli di qualche benestante, non ci si può accontentare del primo che capita, anche dopo una certa età. Il sole sempre più splendente e sempre più caldo ci sollecitava ad affrettarci con la stessa sollecitudine e fretta espressa da Gabriella. Mezzogiorno! I ragazzi, a frotte, uscivano da scuola e si dirigevano tutti in una via laterale. Il mio sesto senso mi ha suggerito di seguirli.... e bene ho fatto ed ho scoperto poi che era la migliore pasticceria di Cefalù e lì, come ho già raccontato, non ho messo freni alla libidine per i dolci. Carichi di dolci, ci siamo diretti verso il lungomare dove ci avevano detto che c'era il capolinea dell'autobus. C'era un minibus tipo l'870 di Roma ed in attesa 6 persone che con noi facevano 10. L'autista era in pausa caffè (partiva ogni mezz'ora) e quando è arrivato, prima di partire, ha venduto i biglietti a tutti i passeggeri. Poi si è avviato al centro di Cefalù.... e poi dicono che Roma è caotica.... lì quello che guidava meglio era quello che andava contromano! Per fare 500 metri ci abbiamo messo mezz'ora, ci conveniva farcela a piedi. Il chilometro mancante lo ha fatto in 10 minuti e ci ha scaricati proprio davanti all'albergo.

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sabato, novembre 06, 2004

VIAGGIO IN SICILIA - 4° GIORNO: Oggi è in programma la visita di Segesta e Erice. Il viaggio in pullmann è stato bello, i paesaggi erano stupendi, il cielo blu ed il mare dello stesso colore lasciavano incantanti, le montagne che con il passare delle ore cambiavano colore, le coltivazioni di meloni invernali che coloravano i campi di giallo, l'uva non ancora colta.... quanta ricchezza agricola, quanta bellezza paesaggistica. Arrivati a Segesta, ci hanno lasciato appena il tempo di prendere un caffè, e come al solito io e Paola (sembra una terza gemella tanto andiamo d'accordo come carattere e come gusti) abbiamo adocchiato delle cartoline particolari, quelle in rilievo, oscene..... ma tanto carine da mandare agli amici. Siamo state richiamate all'ordine e dopo pagato il solito euro e 50 per salire sul "loro" pullmann e 4,50 per l'ingresso all'anfiteatro, siamo state scarrozzate fino all'ingresso delle rovine. Sembrava di essere sul 64 (famigerato autobus che dalla stazione Termini arriva a S.Pietro) tanto era pieno zeppo, tutti pigiati come sardine. Mi veniva da ridere pensando che quando il teatro era all'apice della sua bellezza e delle rappresentazioni, i siculi si dovevano fare tutta quella strada in salita, sicuramente di giorno, ma per la discesa? Dubito che dormissero lì. La guida ci spiegava che il teatro all'origine aveva un proscenio che copriva tutto il paesaggio, che invece noi vedevamo. Certo che se non ci fosse stato il proscenio, penso proprio che gli spettatori si sarebbero distratti parecchio ad osservare la vallata ed il mare in fondo. Poi ci ha portati a vedere il tempio..... bellissimo, e Gabriella che continuava a dire "è più bello del partenone". Anche in questo caso ho fatto la giapponese, ho fotografato di tutto e di più. La guida ci ha fatto fretta, dovevamo arrivare ad Erice prima di pranzo. Un collega mi aveva detto che quella è la parte più bella della Sicilia, ed infatti è vero! La vallata, con le case sparse quà e là è molto pittoresca, ma la pittoricità l'ho trovata anche nei tornanti per arrivare ad Erice. Credo che per un momento abbia pensato che al ritorno me la sarei fatta a piedi....se i freni non funzionano ci arriviamo in due minuti nella vallata. Fortunatamente ci eravamo portati delle giacche, lassù faceva piuttosto fresco. Quando siamo andate a pranzo, in un bar-ristorante, come al solito ho adocchiato i dolci. C'era un vassoio con dei pasticcini bellini bellini, ed ho pensato..... se sono così bellini saranno anche buonini!!! Non mi hanno dato il tempo di acquistarli, però la guida ha detto che saremo ripassati di lì. Poi il branco si è avviato, ma noi tre, come al solito, ci siamo attardate a guardare i negozi e visto che c'eravamo qualche acquisto è stato fatto. Guarda quì e guarda là.... ci siamo persi il gruppo. E và beh! Il paese è piccolo, la gente mormora.....se si chiede dove sono andati sicuramente ce lo dicono. Invece siamo arrivate a una specie di castello dove non c'era nessuno... ci siamo un pò preoccupate, ma non più di tanto. Siamo tornate indietro. Se la salita era stata difficile, la discesa era al limite del drammatico. Come gli è venuto in mente di pavimentare la strada a ciottoli grandi e piccoli, tutti in rilevo, collocati in modo che rispettino un disegno.... ma porca miseria, se in salita un'altro pò mi ammazzo, in discesa (come diceva mia madre "tutti i santi aiutano") non ci sarà bisogno che mi aspettino al pullmann.... basta che scivolo e ci arrivo dentro a piè pari. Piano piano, lentamente (citazione dal Barbiere di Siviglia - cavatina de "la calunnia è un venticello"), siamo ripassate davanti ad un negozio che esponeva varie bottiglie di liquore. Siamo entrate e la signora ci ha fatto assaggiare il liquore ai fichi d'india, un dito appena, molto freddo. E che lo dico a fare, l'abbiamo comprato tutte e tre, con varie altre bottigliette con tutti gli elisir possibili ed io tra le altre cose, ho comprato anche una marmellata di fichi d'india. Poi, mentre Paola aspettava Gabriella, io sono andata al Bar per i dolci. Li ho comprati..... e senza battere ciglio ho pagato la bella cifra di 18 euro..... per 15 dolci.....1,20 l'uno...... senza assaggiarli!!!!! Abbiamo affrontato la discesa per tornare al pullmann, cariche da morire, avanzando passettin passettini. Arrivate quasi al pullmann a Paola è tornato in mente il papà.... ci siamo persi anche lui! Chiesto se era con gli altri, la risposta non è stata soddisfacente... forse è rimasto indietro! Panico totale.... e chi si rifaceva tutta la strada e soprattutto dove poteva essere andato? E invece, più bravo di noi, aveva diligentemente seguito la guida e adesso era nel pullmann. Per il sollievo, sia io che Paola, siamo dovute andare al bagno di corsa. Tornando verso Cefalù, si andava verso il tramonto, le montagne acquistavano un colore rosa e mattone fantastico, era l'ora che volge al desio e ai naviganti intenerisce il core, e mai come in questo caso il mio cuore era intenerito....! Arrivate all'albergo ci è stato detto di prepararci con cura, perchè ci sarebbe stata una serata di gala!!!! Dopo fatta la doccia, mentre mi asciugavo le gambe, mi è venuto il sospetto che l'asciugamano che usavo per farlo non fosse proprio destinato a quello scopo.... e infatti (da quì si vede la mia continua frequentazione di Hotel a 5 stelle) era il tappetino del bagno!!!! La serata d'onore era per gli ospiti inglesi arrivati in mattinata. Che carini tutti i camerieri con l'uniforme di gala, e la presentazione delle pietanze fatta a suon di musica e tutti schierati prima di servire gli ospiti. Ci hanno dato anche un fantastico bignè a testa, che però Gabriella e il papà di Paola non hanno mangiato, facendone dono a me e a Paola. Due bignè a testa..... cosa non si fà per amore filiale e per amicizia.

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giovedì, novembre 04, 2004

DEVO FARE UNA RETTIFICA-SONO STATA MALE INTERPRETATA (Copio il nostro Presidente del Consiglio): Non ho detto che avrei dato il numero di Bollesan a chi me lo avesse chiesto!!!! Non lo so!!!! Non ho detto che Gorillina aveva lasciato il suo indirizzo!!!! Troppe richieste di informazioni su chi sono, dove stanno, che fanno??? Allora: Bollesan è un bel ragazzo castano (chi ha detto biondo?), ha due begli occhi da gatto (chi ha detto azzurri?), un fisico prestante (chi ha nominato Schwarzy e Stallone?), mentre Gorillina è una piacente signora bionda, molto prestante, e tutti e due hanno un carattere calmo (beati loro). Hanno una piacevole conversazione e sanno tenere desta l'attenzione di chi li ascolta. Al contrario Enzo ed io anche se abbiamo dato l'idea di persone calme siamo due casinari, Enzo - diamogli il giusto merito - molto più di me. Spero popolo del Blog che questa spiegazione, a giusta rettifica di quanto interpretato artatamente, chiarisca la mia posizione di arbitro imparziale e giusto.

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martedì, novembre 02, 2004

POPOLO DI BLOG INVIDIATE ENZO E ME...... ABBIAMO CONOSCIUTO BOLLESAN!!!! E GORILLINA! Se avessi saputo che il giorno dell'incontro era oggi, sarei andata dal parrucchiere, mi sarei messa in lungo, indossato tacchi da 12 centimetri e strizzata in qualche ghepiere per sembrare più magra (con la passione dei dolci?). Devo dire che Enzo, come al solito, ha voluto essere un buon anfitrione e conoscendo la passione per la Nutella da parte di gorillina, gliene è andata a comprare un barattolo e mentre attraversava Via della Conciliazione ha visto(parole sue) "una bella fica (intendesi persona di sesso femminile di altezza notevole e prestanza fisica mozzafiato)" che scriveva su un chicco di riso il nome di chi si voleva, e lui carino, ci ha fatto scrivere i nomi di bollesan e gorillina (quelli veri però), e questo era dentro una piccola ampollina di vetro con un liquido oleoso, attaccato ad un laccio. Quando ho visto il ciondolo mi sono ricordata di Thomas Milian ne il "delitto al ristorante cinese". Abbiamo aspettato un pò fuori dell'ufficio in attesa dell'incontro, ed io subissavo di domande Enzo "Ma almeno ti sei fatto dire che macchina avevano?" "No! tanto mi telefonano sul cellulare". Alla fine eccoli.... io avevo intravisto una macchina che si fermava dove Enzo aveva detto che si dovessero fermare, e l'ho detto ad Enzo, ma lui "noooooo, non ha telefonato ancora." Ed invece erano loro. Spero che non siano rimasti delusi da noi due, anche se Bollesan ha dichiarato che in effetti Enzo era il cazzaro che scriveva..... bontà sua! Adesso passo alla descrizione..... alto, biondo, occhi azzurri tipo Schwarzy o Stallone, due spalle possenti, fisico mozzafiato (invidiate gente, invidiate) e gorillina era da par suo, ma non posso dilungarmi, sono una donna, per questo dovete rifarvi a quello che dice Enzo. (adesso voglio proprio vedere se riesci a smentire tutto quello che ho scritto!!!!) Ciao Bollesan, ciao Gorillina.

posted by gliocchidellanotte 21:03 | commenti (8)