UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

sabato, ottobre 30, 2004

GITA IN SICILIA - 3° GIORNO - L'abitudine di alzarmi presto non riesco a perderla neanche in vacanza. Mi sono alzata alle 6, fatto doccia e mentre asciugavo i miei adorati piedini numero ...anta, scopro con raccapriccio che i sandali della sera prima mi hanno procurato due meravigliose vesciche su tutte e due gli alluci, e adesso che faccio??? Tra tutte le cose che mi sono portata mancano proprio i cerotti.... e oggi dobbiamo visitare Palermo e Monreale. Guardo l'orologio, sono le sei e mezzo, neanche a chiedere a qualcuno se ha un cerotto, devo per forza aspettare almeno le sette. Non riesco neanche a infilarmi le ciabatte... zzo come faccio? Saltellando saltellando apro la valigia e guardo che cosa ho dentro. Fazzoletti di carta? Noooooo!! Una delle vesciche si è pure rotta.... siamo alla carne viva. Poi vedo i carefree..... beh! vediamo se possiamo ricavarne qualcosa. Ne taglio uno a strisce larghe quanto le vesciche (che carine, sono proprio gemelle come me), poi provo ad metterne una sulla vescica sana dalla parte dell'adesivo. Che doloreeeeee!!!! Con delicatezza la stacco e stando ben attenta ad evitare la vescica la incollo proprio al di sopra, un'altra striscia al di sotto e una con la parte morbida sulla vescica, poi fermo il tutto con le mezze calze per le scarpe chiuse. E vaiiiiiii.... funziona alla grande. Ripeto il trattamento con l'altro piede e mi accorgo, furbetta furbetta, di avere indossato le scarpe prima dei pantaloni e mohhhh? Chissenefrega, a costo di tagliare il calzone dalla parte laterale (tanto non sono i miei) io li indosso lo stesso. Le previsioni del tempo dicevano pioggia, però a Monreale non c'è stata e abbiamo potuto visitare il duomo e i dintorni senza troppi problemi. Lì si sono organizzati bene, nel senso che per arrivare al duomo ci sono 99 scalini che si possono evitare pagando un euro a testa con i tassì navetta, poi per visitare il duomo 4 euro e 50, per visitare il chiostro idem, esenti solo i 65 enni. Qualche signora ha provato a barare, ma alla richiesta di un documento comprovante l'età ha fatto marcia indietro. Mi ha meravigliata tutta la bellezza e la ricchezza profusa nel duomo, il silenzio che veniva imposto (si udiva solo la voce della guida che spiegava), mantenendo così la sacralità del luogo, sembrava proprio di stare a S. Pietro......!!!! La piazzetta era molto bella e i miei compagni di viaggio hanno adocchiato un bar, dai facciamo un break... e vabeh! Ma qui che ci stanno i camionisti da tutte le parti? Il caffè è da infarto, accidenti a loro, se avevi un residuo di sonno ti passa di colpo. Nel bar ho comprato una piccola bottiglia di elisir di fico d'india, chissà da che sà? Ripartiti per Palermo, la guida ci ha illustrato il paesaggio, spiegandoci che quello che vedevamo era la Conca d'Oro, o quello che ne è rimasto, viste tutte le costruzioni che ci sono. Palermo è meravigliosa, anche se appena arrivate ci ha accolto un bell'acquazzone. La guida, vista l'ora tarda, ci ha portati a mangiare in una tavola calda, vicino al Tribunale. All'entrata c'erano vetrine piene di dolci di tutti i tipi, di tutte le forme e di tutti i colori. Sono i colori che mi hanno colpito più di tutto. C'è colore in tutto, nei luoghi, nel mangiare, nella frutta e soprattutto nella gente, non tanto a Palermo, ma nelle provincie. C'è qualcosa di segreto, di magico nel modo di guardare, nel modo di parlare, sicuramente è il fascino della cultura araba che ancora aleggia nelle persone, nel loro modo di porgersi in maniera gentile, la voce bassa, la pazienza alla nostra impazienza, chi lo sà? Però ho capito che se fossi rimasta in Sicilia forse mi sarei decisa al grande passo, incantata (io scettica) e affascinata da questo modo di fare che da Roma in sù non c'è più. Ho scoperto che a Palermo esiste Via Quattro Fontane, devo dire che la loro è molto più bella della nostra (a traffico siamo pari). Piazza della Vergogna, forse perchè erano in ristrutturazione i palazzi circostanti, mi ha lasciata un pò delusa. Sono riuscita a trovare una farmacia aperta dopo le quattro del pomeriggio, nessuna faceva orario continuato, ho speso la bella cifra di euro 10 in cerotti, così starò tranquilla. Verso le 6 siamo tornate in albergo. Anche quì c'è la chiave elettronica, però noi, forti delle reiterate figura da pirla fatte sulla nave, questa volta abbiamo fatto bella figura..... con nonchalanche l'abbiamo inserita e ritirata e siamo entrate alla grande, vogliamo mettere??? Alle otto solito pranzo in albergo. Bella sala, piena di ospiti stranieri, questa sera sono tedeschi. Dopo cenato, siamo andate al piano bar e come al solito, visti gli ospiti, balli anni 50-60 con i teutonici in pista (ma che vanno tutti a scuola di ballo??). Il vegliardo per tutta la cena mi ha riempito il bicchiere di vino rosso (nella speranza che cadessi sotto il tavolo?), non ho barcollato nemmeno.

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venerdì, ottobre 29, 2004

VIAGGIO IN SICILIA - 2° GIORNO - Alzata alle 6. L'arrivo a Palermo è per le 8, ma siamo in 4 e bisogna prepararsi. Alle 7 siamo andate al bar a fare colazione. Perdinci, come si distingue bene chi è abituato a questi viaggi da chi li fà la prima volta!!! I più riposati erano i camionisti, in grande forma, scherzavano e ridevano a più non posso. Io credo che se avessi avuto a disposizione un paio di stecchini li avrei usati per fermare le palpebre che continuavano a scendere. Sorseggiato il caffè..... credo che il mio cuore e il mio colesterolo abbiano fatto un salto di qualità.... ricordarsi che sulla nave servono il caffè come nelle trattorie che frequentano i camionisti, ristretto, corto e forte!!!! Sono sveglia, anzi sveglissima!! Ho avuto così l'opportunità di vedere l'attracco. Meno male che mi piacciono i film d'azione, sono abituata alle emozioni, ma vedere attraccare la nave di poppa tra una nave traghetto e il molo...... sinceramente mi ha procurato parecchie emozioni, comunque un bel 10 e lode al capitano. Dopo sbarcati e saliti sul pulmann che ci aspettava per portarci a Cefalù, abbiamo attraversato la periferia di Palermo. Il nostro albergo è a 1 Km e mezzo da Cefalù. Niente di eccezionale, ma la vista è bella. Io, baciata dalla fortuna (camera singola)sono stata messa al pianterreno con vista su strada, gli altri tutti al 5° piano, chi con vista su strada e chi (mannaggia, mannaggia) con vista su Cefalù, e tra i fortunati le mie compagne di viaggio Paola e Gabriella. Comunque, come al solito, ho esplorato la mia stanza, molto pretenziosa ma molto pulita. Poi ho accesso l'oppio dei popoli (televisore) che aveva i colori di marte..... tra il giallo e il rosa ed ho scoperto che oltre ai soliti cinque canali..... c'erano due canali tedeschi e due inglesi, per il rispetto degli ospiti che arrivavano e se ne andavano al ritmo di due giorni. Sistemati i bagagli e rinfrescatami, sono scesa (per dire....) nel giardino, dove c'era una piscina per bambini, non superava il metro di profondità e l'acqua aveva l'aria di essere un tantino gelida. Invece della cena, ci hanno fatto pranzare, pranzo da albergo. Nel pomeriggio, con il pullmann dell'albergo ci hanno portato al paese. Oltre ad ammirare le bellezze locali, il paesaggio, i negozi, andavo alla ricerca disperata di un bancomat. Molto ragionevolmente, conoscendomi bene, la sorellona mi ha dato una carta prepagata, conoscendo il mio odio per i bancomat e i numeri da ricordare, così era tranquilla che avrei speso il meno possibile (seeeeeh!!!!). Sulla piazza del duomo ce n'era uno, ma guarda la fortuna..... era fuori uso!!!! Sono perduta!!!!! Ho solo 10 euro, se non trovo un'altro bancomat mi devono pagare la cena e tutto il resto. Invece girato l'angolo eccolo là. La sorellona, sempre conoscendo la mia memoria da Pico della Mirandola, me l'aveva scritto in un posto di facile e continua consultazione. Prelevato il dovuto, mi sono sentita più sollevata e più disposta a guardare le vetrine con altri occhi..... Cefalù è molto bello, però.... il però è che in centro non ci sono marciapiedi e il traffico è peggio che a Roma, che tra macchine e motorini è inquinato al massimo. Io continuavo a dire che erano le 8 mentre invece erano le 7 e mi stavo innervosendo perchè volevo andare a cena e non capivo la calma celestiale delle mie compagne e del vegliardo. Alla fine siamo andate in un ristorantino sul lungomare. La tentazione era di prendere il cus-cus di cui vado pazza, però il dubbio che fosse piccantino (fiamme di fuoco)mi ha fatto desistere. Paola ha preso una pizza capricciosa, io un pizza vegetariana, il vegliardo spaghetti alle vongole (ma come fà!)e Gabriella melone e prosciutto. Il vegliardo ha ordinato una birra grande, mentre le altre due un'acqua minerale grande. La birra non era solo per lui..... ma anche per me...... offerta da lui...... Cominciamo bene! Dovrei essere lusingata, ci sono appena .....nta anni di differenza, chissà, se la disperazione prevale quasi quasi ci faccio un pensierino.

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martedì, ottobre 26, 2004

VIAGGIO IN SICILIA - UAOOOO! E'l'ora di partire, le valigie preparare per andare a viaggiare. Sono riuscita a convincere la sorellona a farmi partire, visto che a lei non andava (veramente non ce la siamo sentite di lasciare i miciotti in qualche ospizio per gatti..... ne abbiamo sentite troppe e a loro ci siamo troppo affezzionate. Non dirmi di farli arrosto E.) e così ci siamo accordate, questa volta parto io, alla prossima parte lei, così in due avremmo visto tutta la Sicilia. Per i bagagli io sono una frana ed ho tormentato la sorellona "cosa mi porto? Non ho niente da mettermi!" e lei "tutta roba estiva, là fa caldo", ma io ostinata ho voluto portarmi anche qualche cosa di lana e così è finita che metà valigia era roba estiva e metà autunnale. Alle 3 del pomeriggio avevo appuntamento sotto casa con una compagna di viaggio che, in questa occasione era accompagnata dal nipote 20 enne appena patentato. Passato a razzo sotto il naso. Mi sono vista persa ..... e adesso, vabbeh! se tra dieci minuti non ripassa chiamo un tassì. 2 minuti dopo eccolo lì, meglio di Shumi. La mia piccola valigia non entrava nel portabagagli e così l'abbiamo messa sul sedile posteriore, tra la sorellone e me. L'appuntamento era a Via Marsala. Pulmann in attesa, caricamento bagagli, caricamento passeggeri (tutti ragazzini over 50) garruli e queruli da stroncare anche il più duro autista sordo come una campana. Partenza per Civitavecchia dove ci attende la NAVE. Pensate, la prima volta che vado in Sicilia e la prima volta che salgo su una nave vera!!!!! Dopo un'oretta, non c'era molto traffico, ecco Civitavecchia, e tutti a guardare, dove sarà? quale sarà? e poi..... meravigliosa........ dieci piani ...... tutte terrazze.....e il coro meravigliato "E' QUELLA?????" Doccia fredda "no, la nostra è quella là" Beh! ci poteva andare peggio, certo dopo aver visto quella meraviglia questa sembrava (e lo era) solo una nave traghetto! Dopo una breve attesa ci hanno fatto salire.... tutti al settimo piano (come settimo piano?), con l'ascensore ... che bello... e ogni piano aveva il suo nome, noi eravamo all'Atlantic deck (detto in perfetto inglese da voce anonima dall'altoparlante). Come al solito c'è stato l'arriba arriba da parte delle solite signore ormai vecchie (in tutti i sensi) volpi della prepotenza e io sono stata l'ultima a salire insieme al mio compagno di viaggio (non pensate male..... papà di una delle compagne di viaggio, vecchieto di 86 anni in gamba), tanto è vero che la figlia si era spazientita perchè voleva affrettarsi a portare i bagagli in cabina per andare a vedere la partenza della nave dal porto. Dopo un lungo girare, ovvero proseguire diritti, in fondo in fondo ... cabina 7308 contenente 4 cuccette. Dopo una lunga lite con la chiave elettronica (spiegate per favore ai neofiti che basta inserirla e ritirarla per evitare figure da pirla) siamo finalmente entrate......Madonna!!!!!! una bomboniera, molto graziosa ma molto piccola. Ho lanciato un'occhiata ai miei compagni di cabina.... caspita!!!! è giocoforza che io vada sulla cuccetta superiore. Comunque siamo entrati e alla belle e meglio abbiamo sistemato le valigie, poi siamo andati tutti sul ponte a vedere la partenza. Devo dire che ho fotografato tutto quello che vedevo, peggio di un giapponese. Peccato che fosse ormai notte, erano le otto, e non si è potuto vedere molto. Così, visto che era ora di cena, siamo andate in cerca della tavola calda (niente ristorante, troppo caro). Posticino gradevole, pietanze molto ricche, così ho preso soltanto un piatto di pasta e uno d'insalata. I miei compagni di viaggio avevano trovato un tavolo libero e così abbiamo cenato, altre fotografie anche al cameriere, grazioso ragazzo (non procuncerò mai la frase "potrebbe essere mio figlio", dopo che mi hanno detto che è l'espressione di desiderio sessuale). Trascinate dalla Sig.ra Paola, donna molto imponente sia in altezza che in larghezza, siamo andate gironzolando per la nave e così gironzolando gironzolando siamo arrivate alla sala da ballo.... luci soft, pianista da piano bar, balli anni 40-50, soliti esibizionisti professionisti di ballo che erano eternamente in pista. Trovato un posticino dove c'erano anche gli altri compagni di viaggio, abbiamo tirato le 11 e poi tutti a nanna. Per trovare la cabina ci abbiamo messo 20 minuti e altrettanti per aprire la porta. Paola continuava a dire "mi hanno detto che la luce deve diventare verde" e invece inserita la chiave restava rossa.....alla fine abbiamo chiesto aiuto. Entrate, abbiamo fatto uscire il papà di Paola e mentre Paola tirava giù le cuccette abbiamo fatto i turni per il bagno. Magnifico architetto in 80x80 è riuscito a farci entrare tutto, compresa la doccia. Poi con la scaletta sono salita nella mia cuccetta, a destra. Sotto di me c'era Gabriella e di fronte a Gabriella, Paola, mentre io....... visione celestiale ...... il padre di Paola... l'86 enne. Quando anche lui, con la scaletta, è salito sulla sua cuccetta, Paola ha spento la luce..... credo che tutti abbiamo provato la stessa sensazione, di chiuderci in una tomba, così abbiamo lasciato una luce da notte accesa. Il dondolio all'inizio ha cullato il sonno, ma poi gli scricchiolii, che verso le due di notte sono stati notevoli perchè eravamo a metà del viaggio e il mare era un pò agitato, non mi hanno fatto dormire. Alla mattina avevamo 4 facce da zombie.

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lunedì, ottobre 18, 2004

GITA IN SICILIA: Invece di raccontare l'inizio del viaggio, racconto quella che per ora è la fine. Ero partita con l'idea di riuscire a portare a casa una cassata siciliana. Un collega originario di Erice mi aveva detto che questa è l'epoca migliore perchè le pecore tornano dalla tansumanza. Come fare? A naso, e il mio per trovare le pasticcerie migliori è meglio di un segugio, a Cefalù l'avevo trovata guardando un gruppo di ragazzi che girava un angolo e entrava in un negozio. Là sicuramente c'è una pasticceria e i fatti mi hanno dato ragione. Due ragazze uscivano con in mano il famoso maritozzo con il gelato dentro, e vai.......! Sono entrata e così, per il piacere di parlare, mentre gli occhi non riuscivano a staccarsi dalle vetrine piene di tutti i dolci più belli che abbia mai visto, ho chiesto quanto potesse durare una cassata siciliana per portarla via e quando mi è stato risposto 48 ore la delusione è stata tanta...... però mi sono consolata subito..... a modo mio. Ho chiesto un chilo di dolci, ma sarà stato che la mia voce era un pò tremolante per via della intensa salivazione (vedi Pavlov) che la signora ha capito due chili, sono riuscita a fermarla ad un chilo e mezzo. Ho speso 18 euro (trentasemila delle vecchie lire, sono proprio pazza), e per fortuna che li ha incartati molto bene, perchè se no alla sorellona credo che non sarebbero arrivati. Però la voce cassata non l'avevo cassata, e quando ho sentito che qualcuno ordinava i cannoli siciliani (il giorno prima di partire) io ho chiesto se potevano confezionarmi una cassata e mi è stato risposto di sì (cori angelici hanno cominciato a risuonare nelle mie orecchie, invece dell'alleluia cantavano caaaassaaaata, caaaaassaaaaata) e ne ho chiesta una da mezzo chilo. Quando la sono andata a rititare l'ho intravista...... che meraviglia, un vero peccato mangiarla (seeeh). Arrivata a casa l'ho fatta vedere alla sorellona (infortunata, investiva dall'unica bicicletta che circola a Roma) che mi ha dato solo un attimo per fotografarla, poi ha voluto il caffè e un pezzo della torta, con un bis. Dopo pranzo, visto che la scadenza delle 48 ore era di lì a 18 ore, non ha avuto il cuore di rischiare, e così l'abbiamo finita (e poi dici che la dieta non funziona).

posted by gliocchidellanotte 21:46 | commenti (4)