UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

domenica, luglio 25, 2004

LA LAVATRICE - Quando sono uscite sul mercato le prime lavatrici (costavano quasi un anno di stipendio), la mia mamma valutati i pro e i contro, ha deciso di comprarla. Eravamo in 6, il mio papà, la mamma, la nonna, la sorella maggiore e noi due. La fatica del bucato a mano era improba (come consigliano adesso "donne tornate a fare il bucato a mano, acquisterete una linea invidiabile"), e anche se c'erano le lavandaie di mestiere..... era sempre una fatica. Le lavandaie, ancora me le ricordo, donne dall'aria imponente, massiccie, che se solo ti sfioravano finivi in terra per i muscoli che avevano, le uniche donne che i mariti non picchiavano! Quando ce l'hanno portata era inscatolata e sul cartone c'era scritta la marca "CANDY". Non dico che i vicini in quel momento avessero tutti da fare alla finestra, ma il caso ha voluto che ci fossero. Sballata dal cartone eccola..... un rettangolo di un metro in altezza per 70 e 70 di lato, bella come può essere una cosa nuova. Aveva il coperchio di ferro smaltato, si caricava dall'alto, due rulli di gomma da un lato che per farli funzionare bisognava inserire una piccola manovella, e un tubo di scarico. Il funzionamento era di una semplicità elementare e la pulizia della macchina anche. Il lavaggio avveniva mediante una ventola che era poggiata sul fondo, era estraibile ed era fermata in cima da un pomello che si svitava per permettere lo sfilamento della ventola stessa. Il dimostratore aveva dato alla mamma un campione del detersivo (costava tanto) e lei guardandolo e sorridendo diceva "si, si, si", ma noi che la conoscevamo, sapevamo che stava pensando di usarla a modo suo. Il giorno dopo ecco che la macchina viene messa alla prova.... scaldata l'acqua con le pile (non c'erano spirali elettriche che riscaldassero l'acqua), versata nel cubicolo, messo il lenzuolo matrimoniale (occupava tutta la capienza della macchina), invece del detersivo del dimostratore la mia mamma ha preso un pezzo di sapone di marsiglia, quelli belli gialli, lo ha tagliato a scaglie e le ha gettate nell'acqua, ha messo il coperchio ed ha fatto andare la macchina...... Ricordo ancora il rumore che faceva sciaf sciaf sciaf. La ventola non aveva un grande potere agitativo, ma tanto bastava. Dopo un ragionevole lasso di tempo, la mamma fermava la macchina, tirava fuori il lenzuolo e lo passava nei rulli di gomma girando la manovella, l'acqua ricadeva all'interno della macchina e il bucato, così strizzato doveva essere sciacquato..... quello doveva essere fatto ancora a forza di braccia. Ricordo ancora le liti con la sorella per chi doveva girare la manovella e quante volte abbiamo rischiato di schiacciarci le dita nei rulli per fare le spiritose "facciamo a chi ci va più vicino?". Una parte della fatica era stata risparmiata, ed a mia madre non sembrava vero non dover più andare a lavare i panni nel lavatoio, però si dovevano risciacquare..... ma con il sapone naturale il lavoro era molto inferiore a quello che si fa oggi, bastavano un paio di sciacquate e era fatto. Quella piccola lavatrice durò tanto e quando finalmente si ruppe a mia madre dispiacque tanto, c'erano le lavatrici più moderne, ma lei era rimasta affezzionata a quella, la prima che le aveva risparmiato la fatica del bucato.

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sabato, luglio 24, 2004

PRANZO AL GROTTINO - Venerdì siamo dovute rimanere in ufficio perchè io avevo del lavoro da finire. Luigi, caro ragazzo (se avevo la sua età credo che se mi avesse fatto la corte ........)giovedì ci aveva fatto lasciare un biglietto a Ivano per prenotare il famoso POLPO del grottino, Ivano arriva alle 7..... noi.... lasciamo perdere!! La mattina di venerdì, quando siamo arrivati (miracolo noi prima di Luigi), la prima cosa che ci ha chiesto era se avevamo visto Ivano e alla notizia che era in ferie.... gli è mancato lo stomaco. Si è ricordato dello scontrino fiscale ed ha telefonato, poi con aria trionfante "ah gemè (non è un lamento è l'abbreviazione di gemelle) ho prenotato" e fregandosi le mani "oggi tutto polipo". Siccome la sorella aveva un pò di mal di testa, ero dubbiosa che volesse pranzare con il polipo, così quando all'1,30 ho visto Enzo gli ho detto "Andiamo a mangiare al grottino, ma la sorella ha un pò di mal di testa, se vieni ti lascia sicuramente il polipo" la faccia di Enzo era da filmare. Il desiderio della leccornia lo tentava e nello stesso tempo era impedito dalla promessa fatta a Silvia di andare a mangiare con lei un panino..... tradire Silvia per un polipo??? Stava per dire sì, quando la voce di Silvia l'ha richiamato all'ordine. Alle 2 i tre caballeros, noi due e Luigi, siamo andati al Grottino. C'era solo un posto in fondo al locale, sotto al condizionatore. Grazioso localino, affrescato con la veduta del Tevere e di S.Pietro, molto pittoresco..... ma questa volta la nota pittoresca era stata migliorata dalla natura. Volevo che la sorella sedesse in modo da avere l'aria del condizionatore di fronte, per calmare un pò il mal di testa, ed invece si è voluta sedere vicino al muro, con a fianco Luigi ed io di fianco a lei con di fronte Luigi. Stavamo aspettando la cameriera, quando un movimento sul muro ha attirato il mio sguardo. Un piccolo ragno si muoveva nella sua ragnatela, e seguendolo con lo sguardo che ti vedo????? Un ragno di quelli che odio, corpo piccolo, zampe lunghe 5 cm. Dico alla sorella "Guarda che c'è un ragno all'angolo, ma..... " volevo dire se non ti muovi quello sta fermo, seeeeeehhh, è schizzata via dal sedile e mi ha chiesto di cambiare posto. E va beh!!! Giusto perchè ha il mal di testa. Sedevo in pizzo alla panca, con un'occhio al ragno e uno al piatto. Quel maledetto, irritato dal movimento che l'aria condizionata faceva alla sua tela, pensando che avesse catturato una preda, non faceva altro che perlustrare la ragnatela su e giù. Luigi quando si accorgeva che stava venendo dalla mia parte, con la mano lo sollecitava a tornare indietro........ "Statte fermo!" urlato in mezzo al ristorantino, ha fatto pensare chissà a che cosa, e poi quando la sorella mi ha detto "sta venendo dalla tua parte" sono schizzata in piedi lanciando un piccolo urlo (gli avventori avranno pensato che Luigi ci stava provando come un turco..... ma de chè!). Questo non mi ha impedito di gustare il polipo come si doveva, alla faccia dell'aracnide. Nel pomeriggio, verso le 4, Enzo è passato a salutarmi e mi ha detto "il prossimo venerdì ci andiamo a mangiare il polpo!!!!!" abbiamo fatto proseliti, sperando che nel frattempo il maledetto ragno schiatti di freddo!!!!

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mercoledì, luglio 21, 2004

L'UOMO DEL GHIACCIO - Negli anni 50 la mia mamma, per forza di cose, comprò un ghiacciaia..... non una ghiacciaia come quelle moderne, ma una ghiacciaia in legno foderata di zinco. Aveva un cassetto per lo scolo dell'acqua sul fondo, due piccoli ripiani al centro chiusi da uno sportello e sopra il bellissimo cassetto per il ghiaccio......! La bellezza del cassetto era che doveva essere riempito, e per questo c'era l'uomo del ghiaccio!!!!!! Era sempre un bellissimo ragazzo con due bicipiti da schianto, che con noncuranza portava su una spalla, protetta da uno straccio, una colonna di ghiaccio che a occhio e croce pesava 20 di chili, erano lunghe circa 2 metri. Ogni 2 o 3 giorni passava il camion con le colonne di ghiaccio, protette da coperte di lana. Lo strillo "Ghiaccioooooo, chi vuole il ghiaccioooooo?" serviva da richiamo, bisognava dirgli quanto se ne voleva, pagandolo a misura, e lo tagliavano con il punteruolo da ghiaccio e poi....... eccolo che arrivava...... bello come il sole, e chissà perchè, tutte le donne a quell'ora erano a casa, tutte affaccendate in cucina, tutte senza ghiaccio, anelanti e bisognevoli di quel GHIACCIO.......!! Anche se ero piccola facevo parte delle femmine in attesa! Ecco spiegata la canzone GHIACCIO BOLLENTE!

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sabato, luglio 17, 2004

IL GIOCO DELLA DAMA- Sono anni che non gioco più a dama e se mi ci metto sono sicura di perdere alla grande. Abbiamo imparato a giocare a dama quando avevamo poco più di 4 anni. Il mio papà per tenerci buone, visto che delle bambole ci stancavamo presto (quelle che ci regalavano erano con il corpo fatto di stoffa riempito di segatura, con attaccati gli arti di gomma leggera riempita di ovatta che venivano sottoposte a regolari operazioni di appendicite e smembramenti vari, soprattutto il distacco della testa era la catarsi finale)pensò di portare a casa una "dama". Era bella, di legno, con il cassettino che conteneva le pedine. Con pazienza ci insegnò le regole basilari e poi ci lasciò giocare per un pò sotto la sua supervisione. Stavamo ancora sul seggiolone, nel senso che abitando al piano rialzato ci mettevano lì sopra per farci vedere la strada e farci distrarre un pò, è lì che abbiamo cominciato le prime partite a dama. All'inizio, appena papà girava l'angolo della cucina il divertimento era tirarci le pedine e vedere chi colpiva l'altra più volte. Poi abbiamo cominciato a giocare e la prima quindicina di giorni è stata di prova, ovvero pensavamo solo a fare più dame possibili; poi è arrivata la competizione...... giocavamo per vincere, ancora in maniera pulita. Dopo un mese eravamo alla sfida...... e lì sono cominciati i guai. Oguna di noi non voleva perdere, era vitale vincere, dimostrare di essere la più brava..... LA VINCITRICE!!!! Eravamo diventate abbastanza brave da capire a tre quarti di partita come sarebbe andata a finire. Non mi ricordo chi fu la prima ad adottare la tattica "sto perdendo ma non te la dò vinta", ovvero afferrare la dama e darla in testa alla futura vincitrice con spargimento di pedine per tutta la cucina. Il pianto richiamava regolarmente il genitore presente per vedere cosa succedeva, e che regolarmente non riusciva a capire cosa era successo perchè chi piangeva era talmente adirato (di fatto non si era fatto neanche un bernoccolo) che non riusciva a spiegarsi per i singhiozzi che lo scuotevano. Papà, alla fine, si è appostato ed ha capito che cosa succedeva...... e ci ha sequestrato la dama!!!

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mercoledì, luglio 14, 2004

LA LIPPA - Leggendo il giornale mi è capitata sotto gli occhi la foto del campionato di baseball americano e chissà perchè mi è tornato alla mente il gioco della Lippa. Poco dopo gli anni 50 tutto quello che era americano veniva gestito alla maniera italiana, e così pure gli sport. Era nata la Lippa!!! Era di una povertà assoluta e altrettanto pericolosa. C'era un bastoncino ricavato da un pezzo di legno lungo circa una decina di centimetri appuntito ai due lati e con un bastone si doveva colpire una delle punte per farlo rimbalzare in aria e qui colpirlo di nuovo per farlo andare il più lontano possibile, e si doveva correre per coprire le basi. Se la palla da baseball fa male quando ti arriva addosso, questa era veramente micidiale. Abitavamo vicino alla campagna e i ragazzini venivano a giocare lì davanti. Dai oggi, dai domani, alla fine io e la sorellina abbiamo fatto la lagna perchè volevamo giocare anche noi. I maschietti non vedevano l'ora di prenderci per i fondelli e hanno ceduto, prima con me e poi con la sorella. Impugnata la mazza (ovvero il bastone), al primo tentativo ho colpito la lippa e l'ho spedita a più di 20 metri, ed ho iniziato a correre, l'ulutato dei maschi mi ha bloccata. E' toccato alla sorella ed ha fatto lo stesso lancio....... non ci hanno fatto più giocare!!!!! Maschilisti, sciovinisti, se ci prendevano in squadra avrebbero vinto contro tutte le altre squadre.... ma avevamo solo 6 anni contro quelli di 12!!!!!!

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domenica, luglio 11, 2004

LA CREMA PROTETTIVA - Leggendo in uno dei Blog ho sentito la lamentela di un ragazzo che si era scottato al mare per non aver ascoltato la sua ragazza e non essersi messo la crema protettiva....... non lamentarti!!!! A ridosso degli anni 70 ancora non esistevano tutte queste creme protettive e quando uno si scottava e tornava a casa, trovavi la mamma pronta con il piatto con dentro un chiara d'uovo. Tu dirai "e che c'entra il piatto con la chiara d'uovo?", non ci crederai ma era la nostra crema dopo sole. La mamma con pazienza, con una forchetta agitava la chiara con l'acqua, sembrava dovesse fare un frittata, e la schiuma che otteneva la spalmava su tutta la pelle bruciata. Il sollievo era dovuto più che altro al fresco momentaneo che la pelle riceveva, ma visto che era ustionata e quella in fondo era una chiara, dopo una mezz'ora ti sembrava di avere addosso una frittata...... l'odore dell'uovo cotto cominciava a imperversare per la casa, la pelle era di un lucore malato e poi uno diventava tutto rigido perchè appena si muoveva, pezzettini di chiara cadevano dappertutto. E non ti potevi neanche fare la doccia!!!!! Il guardiano, ovvero la mamma, stava ben attenta a che uno tenesse addosso questa panacea per tutta la notte. Non dico che si dormiva in piedi, ma quasi..... la chiara di fatto manteneva il calore della pelle al punto giusto di cottura. La mattina dopo, l'ispezione della mamma portava ad una doccia più o meno tiepida, mai fredda, secondo lei avremmo cotto di più la pelle. Comunque il risultato era sempre quello...... la settimana dopo eravamo pronte per il 2° turno di scottatura.....con esibizione di bolle piene d'acqua che al primo bagno si aprivano nell'acqua e uno usciva dal bagno con la pelle penzoloni (guardate "La morte ti fa bella, il risultato era più o meno lo stesso), ma siccome eravanmo tutti più o meno nelle stesse condizioni, nessuno ci faceva caso.

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mercoledì, luglio 07, 2004

L'INFERMIERA - Ieri per evitare un gruppo di turisti a S. Pietro, ho preso una storta alla caviglia destra, per fortuna c'era la sorellona vicina a me che mi ha sostenuta, ma per tutto il percorso fino all'ufficio continuava a ripetere:"con le tue caviglie e con il numero di piede che hai, come fai a prendere sempre le storte e sempre dalla stessa parte e sempre nel mese di luglio?" Sopportare con pazienza le persone noiose. Arrivata a casa ho preso il ghiaccio dal frigorifero e sono andata a coricarmi (finalmente posso pigrire- sorella rompe dice poltrire)ed ho cominciato ....... "Posso avere un pò d'acqua? mi porti un frutto? vieni a vedere se il ghiaccio è posizionato bene? mi accendi il televisore? dov'è il telecomando? mi metti un cd dell'orrore? quando si cena? mi metti la crema sulla caviglia? mi fasci la caviglia? mi metti un cuscino......" non ho finito..... invece che sotto il piede mi è arrivato direttamente in faccia, e poi parlano bene di Florence Nigthingale...... al fronte la manderei la sorellona.....come infermiera è un disastro, però le fasciature le sa fare bene, i colleghi dicono che anche i massaggi alla schiena le riescono piuttosto bene, ma non parlatele di iniezioni........ io ho un fondo schiena che a Roma chi lo vede esclama "che Dio ti benedica!!!!!" ebbene quando doveva farmi una iniezione mi massaggiava una parte piuttosto ampia del suddetto fondo schiena e quando la faceva riusciva a beccare l'unico punto non disinfettato e non massaggiato...... ne vogliamo parlare?

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