UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

venerdì, giugno 18, 2004

IL FUNGO. - Leggendo una rivista di omeopatia dove c'era un'infuso a base di erbe e funghi..... mi sono ricordata di mio padre. Negli anni 50 all'improvviso era scoppiata la mania del FUNGO CINESE......da dove fosse uscito...? non si sa! (sorella rompe, dice non malignate). Aveva un'aspetto decisamente osceno.... e viscido. Si era creata una specie di carboneria, passava di vaso in vaso, da famiglia a famiglia, un piccolissimo pezzetto che bisognava mettere dentro una brocca di vetro e lasciato riposare non si sà per quanto tempo. A mio padre l'aveva passato sua sorella, malata di fegato, e come tutti gli uomini un pò ipocondriaci, qualsiasi novità in campo medico e no la doveva sperimentare. Mia madre ospitava il Fungo con malagrazia, e ogni volta che mio padre si dirigeva verso la brocca con un bicchiere in mano e ne versava un mezzo bicchiere per berlo, lei si dirigeva decisamente in un'altra stanza, "non voglio vedere questa porcheria", ma mio padre, come tanti altri, sempre con tono da carbonari, lodavano sperticatamente i miracoli prodotti da questo fungo. Mano mano che passava il tempo quell'affare nella brocca cresceva e cresceva e cresceva. Mia madre cominciò a preoccuparsi e a sentirsi a disagio quando doveva passare davanti alla brocca, anche perchè di notte aveva una strana luminescenza. Il problema più grosso era che non bisognava cambiare l'acqua ma solo rabboccarla, sembrava la vasca dei pesci mai pulita. Mia madre era una donna razionale, ma a quell'epoca cominciavano i primi film di fantascienza...... e quel COSO (dopo aver visto il film "la cosa da un'altro mondo".... se quella è una carota, questo è un fungo!!!!!)non era più sopportato da mia madre che prima con gentilezza, poi con litigi, cercava di convincere mio padre a buttarlo.... ma lui NO! FA BENE! Dopo sei mesi di convivenza, alle soglie dell'estate, dopo un'ulteriore diniego paterno, la mamma rimasta sola..... ha preso la brocca con il suo contenuto e lo ha gettato nel water, e quello quasi a rifiutarlo si è quasi intasato. La sera, quando mio padre è rientrato, eravamo preparati ad una sfuriata.. ed invece niente! Penso che forse si era stancato, ma non sapeva come dirlo alla sorella e si inventò di averlo donato ad un collega che ne aveva più bisogno, lui ne aveva tratto abbastanza giovamento.

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giovedì, giugno 17, 2004

Oggi una collega ha festeggiato il suo pensionamento, dopo 42 anni di lavoro, e non è neppure troppo anziana, 61 anni. Il rinfresco era ricchissimo, nel senso che c'era troppa roba. Sono stata molto parca, eccetto che per i dolci. Anche se sono venuti a festeggiarla parecchi colleghi, il buffet non diminuiva. Dopo la consegna del regalo, veramente bello, non il solito orologio alla Fantozzi, ho fatto un piattino per i colleghi che non sono potuti scendere, ho salutato la pensionata e me ne sono andata. Ho fatto il mio dovere di postina, anche se non richiesta, ma che ha fatto piacere soprattutto a Mario che come al solito ha mangiato a 4 palmenti. Salita in Ragioneria, due facce desolate (leggasi affamate) mi hanno chiesto di scendere di nuovo dalla festeggiata e vedere se riuscivo a rimediare qualcosa anche per loro. A me la faccia tosta non manca però ho posto una condizione, che almeno uno di loro venisse con me perchè se riuscivo a rimediare qualcosa di più che un piattino avevo bisogno di aiuto. Fabio (forse un tantino più affamato) si è offerto volontario. Siamo scesi e sono rimasta meravigliata di trovare la festeggiata sola con Enzo e Di Cocco il Mandrillone, e con il buffet ancora capiente. Le ho chiesto gentilmente se potevo prendere qualcosa e ha risposto che potevo prendere tutto, ma non mi è sembrato il caso anche se Di Cocco non se lo è fatto ripetere due volte, (dubito che qualcosa sia arrivato visto quello che si è mangiato)invece dei piattini abbiamo portato via due cabaret pieni di panini, tramezzini, rustici, pizzette e dolci più una bottiglia di coca cola e due bottiglie d'acqua ed in sovrapiù la festeggiata mi ha donato una delle piante che le avevano regalato...... e pensare che con lei meno di un anno fa mi sono fatta una tra le più belle litigate per il lavoro della mia vita lavorativa. Anche se per un pò non ci siamo parlate, non le ho tolto la stima, anche con tutti i suoi difetti avrebbe meritato di più, ma così è la vita.

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martedì, giugno 08, 2004

Ho fatto l'affare del secolo.... mi sono comprata un pedicure elettrico...! Presa dall'entusiasmo (niente più scavini, limette, lime per raspare le callosità, forbici, forbicine) e senza neanche leggere le istruzioni, mi sono offerta volontaria ed ho sperimentato sui miei piedi la novità. Tranquilliiiiii sono ancora al loro posto, forse non più come prima, ma ci sono. Ho sperimentato tutti gli aggeggi e ci sono andate giù, ma andata giù che non vi dico.... non ho fatto uscire molto sangue, solo un pò, e quando la sorellona mi ha chiesto "funziona bene?", da brava carogna ho risposto "una favola" e lei "allora me li fai tu i piedi?" e davanti a me si è parata una scena dell'orrore, io che con l'aggeggio in mano abbranco il piede sorellifero e con ghigno alla Nicholson (SHINING)affondo la piccola fresa nell'unghia del piede e...... lasciamo perdere. Ho risposto che ognuno si fa i piedi suoi ed è lì che se li sta facendo, però deve aver letto le istruzioni, non mi ha ancora chiesto di portarle il disinfettante.

posted by gliocchidellanotte 20:34 | commenti (7)

giovedì, giugno 03, 2004

Enzo, non hai detto tutto su quello che è successo a Livata..... ecco come sono andate veramente le cose: L'ingegner Roberto, bontà sua, aveva deciso di partire molto presto, circa le 6 del mattino, ma Enzo...."ma che voi fà, stai a scherzà, chi ce lo fa fà..." Basta!!!! Sono partiti verso le 7 con Enzo che sotto gli occhiali da vista con sopra le lenti polarizzate, per tenere le palpebre aperte ci aveva messo due "pecette trasparenti", così non si sarebbe addormentato (diceva lui) perchè la macchina la portava lui....! All'altezza del bivio per Livata dove inizia la salita e i tornanti, sono cominciati i primi guai. Se durante tutto il viaggio lo stereo aveva fatto il suo dovere con cd suonati a tutto spiano, all'inizio dei tornanti sembrava che lo stereo facesse i capricci, secondo se curvavano a destra o a sinistra si faceva sentire o si zittiva..... a destra taceva.... a sinistra urlava.... mah! le stranezze della tecnologia. Arrivati a Livata si erano diretti al bar per una tazza di caffè e davanti al bancone Enzo tentava di fare lo spiritoso con l'ingegner Roberto facendogli osservare che erano arrivati molto prima del previsto per merito suo....e l'ingegner Roberto, con i capelli tutti scomposti dall'aria per via del finestrino aperto (Enzo si era addormentato per la bellezza di 11 volte senza mai chiudere gli occhi) e per la paura passata (era un amico, non glielo avrebbe mai detto) stava allo scherzo, ma chiese che il caffè fosse corretto con un bicchiere di cognac. Rinfrancatisi tutti e due, si diressero alla capanna. L'ingener Roberto cominciò subito a dare ordini, in attesa che arrivassero Franco e Eric, e stabiliva come i lavori dovessero procedere. Poi entrarono in casa.... e il pavimento si è sfondato (Enzo, Enzo... quei chiletti in più, altro che il legno marcito), ma per fortuna erano arrivati Franco ed Eric e con il loro aiuto (argani umani) erano riusciti a sollevare Enzo. Era cominciata bene, ma sarebbe proseguita meglio. Accatastate in bell'ordine tutte le doghette di legno, predisposto il tavolo per poter segare le stesse, predisposto il martello con i rispettivi chiodi, la livella, la colla e il righello.... hanno dato inizio alla grande ai lavori. PARTITI!!!!!! Dopo aver distrutto letteralmente due o tre doghette, l'ingegner Roberto ha tolto il seghetto dalle mani di Enzo e gli ha dato un martello con l'incarico di fissarle alle pareti, ma come ogni neofita, preso dall'entusiasmo ci ha dato giù, ma talmente giù che mancava poco che facesse un'altra finestra...., preoccupato, ma non ancora disperato, l'ingegner Roberto gli ha detto di incollare le doghette nei punti dove i chiodi non potevano essere piantati.... ma quando ha visto Enzo che continuava a passarsi la doghetta incollata da una mano all'altra..... lo ha gentilmente messo alla porta, con l'incarico di andare a fare la spesa. Da buongustaio che cosa ha fatto Enzo?, si è recato al paese, ha preso il pane, due o tre bottiglie di vino buono e per il companatico si è recato presso un'amica, la signora Laura che gestisce un ristorantino grazioso il quel di Livata e che gentilmente gli ha preparato quei buoni pranzetti di cui parla. Dopo quattro giorni che di fatto vivevano insieme nella capanna, sarà stato l'odore della colla, la mancanza di sua moglie, il silenzio, le grandi abboffate, Enzo cominciò ad avere le visioni......! Vide l'ingegner Roberto con le fattezze di una bella bionda (quella Clitennestra di cui ha scritto a piene mani), e cominciò a fissargli il fondo schiena per verificare che fosse veramente lei.... ma il didietro lo riportò alla realtà... non era Clitennestra. L'ingegner Roberto vistosi fissato da Enzo per tutto il giorno in un punto che non erano precisamente gli occhi, cominciò un pò a preoccuparsi e non volendo farsi vedere in difficoltà propose di sospendere i lavori, tanto erano a buon punto, e di tornare la settimana dopo. Enzo, continuando a fissarlo non proprio negli occhi, rispose che visto che erano a buon punto tanto valeva che finissero. Man mano che si avvicinava la sera, l'ingegner Roberto si sentiva sempre più nervoso. Propose di andare al cinema giù al paese, aveva sentito che davano un bel film di fantascienza o terrore "VANHELLSIN", ma Enzo declinò l'offerta, non gli piacevano questi film, poi non avrebbe dormito la notte. Non volle proporre una passeggiata.... il tramonto, l'aria frizzante, il canto degli uccelli..... no! meglio di no! non si sa mai. Andarono a dormire, ma l'ingegner Roberto ebbe l'accortezza di dormire dando la schiena al muro e di mettere le scarpe in modo che se qualcuno .... si fosse avvicinato lo avrebbe svegliato. Dopo una notte passata da Enzo quasi in bianco per via di una abboffata spettacolare, l'alba lo colse con l'aria affranta, il pensiero al lavoro ancora da fare e la promessa di non mangiare più così tanto (manco fosse stato marinaio). Ed ecco che il cielo sbiancato dall'alba lo porta ad affacciarsi alla finestra e in quel momento appare uno scoiattolo sull'albero vicino. Preso dall'entusiasmo si è messo un maglione addosso ed è uscito, con i calzoni del pigiama e le ciabatte ai piedi. Mentre il cielo diventava rosa con il primo sole una piccola mandria di cavalli è apparsa .... che bello!!!! Si è messo a contarli, uno,dueee,treeee aaaaah, quattroooo uuuuuugh,cinnnnnqueeee,seeeeeeeeeiiiii, sett...... e si è addormentato di colpo. Verso le sette Franco ed Eric lo hanno trovato addormentato davanti alla porta della capanna. Però il sabato, quando i lavori erano finiti, che spettacolo..... quella capanna così malridotta adesso era una piccola reggia. L'ingegner Roberto, memore dell'andata, volle assolutamente guidare lui al ritorno e questa volta lo stereo, viste le curve al contrario, quando era a sinistra taceva e a destra urlava......mah! i misteri della tecnica.

posted by gliocchidellanotte 20:58 | commenti (3)