UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

sabato, maggio 15, 2004

Siamo andate a spasso al laghetto dell'EUR, era parecchio che non ci andavamo e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla gente che in canoa percorreva il lago in su e in giù. C'era pure una specie di barcone che a prua aveva una specie di testa di drago e che imbarcava una dozzina di persone, tutte impegnatissime a vogare a ritmo, con a poppa un gentil signore che teneva un remo tipo gondola che faceva da timone e dava il ritmo. Mi veniva da ridere a vedere questi tizi così compresi nella fatica che stavano affrontando volontariamente e soprattutto per il tizio che a poppa dava istruzioni, mi sembrava di vedere in piccolo il film Ben Hur e lui mi pareva quello che dava il ritmo con il tamburo (c'era anche il tamburo), io non vedevo più le canoe che gironzolavano a vuoto nel laghetto, ci vedevo la battaglia di Azio. Dopo aver girato tutto il laghetto, siamo andate all'interno a vedere un pò di negozi.... cazzarola che prezzi....! C'era un negozio di scarpe che ti prezzava un paio di sandali con suola inesistente un 250 euro!!!!! e un paio di stivali tutti colorati 530 euro!!!!! Gli altri negozi erano abbastanza abbordabili e qualcosina di carina l'avevano. C'erano tanti extracomunitari che vendevano i DVD taroccati, non l'ho mai comprati ma quando ho visto che vendevano il film di VANHELSIN giuro che l'avrei comprato, ma la sorellona che funge da cassa mi ha negato il sovvenzionamento, anche dietro promessa di restituzione.... accidenti!!!!

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mercoledì, maggio 12, 2004

Ho messo da 5 giorni il baccalà a mollo... a parte che non "resuscita" come dice la sorellona, ma se non mi decido a cucinarlo cambio sicuramente casa. Eppure dovrebbe essere quello migliore, quello di S. Giovanni ma io gli cambierei volentieri nome e gli metterei "Lazzaro" per il "magico odore di mare che emana e l'effluvio che riempie del suo aroma le narici". Peccato che ho finito di fumare i sigari cubani, il loro aroma è mille volte preferibile a tutto questo, ma la sorellona vuole il baccalà cucinato in umido (più de così). Ha dato precise direttive: infarinarlo, friggerlo fino a doratura e poi immergerlo nel sugo già cotto per 10 minuti perchè si impregni, e come dice la sorellona "e poi senti che te magni". Tutto questo mi fa ricordare quando la mia mamma si metteva in testa di fare i pomodori nei fiaschi. Rito che era seguito da tutto il vicinato e i consigli per la conservazione si sprecavano. 1° comprare i pomodori s. marzano, maturi ma sodi, senza macchia. 2° recarsi dal farmacista e chiedere l'acido salicilico che veniva fornito secondo il peso. 3° lavare e asciugare i pomodori, tagliarli a pezzi (in una tinozza stagnata dove venivano mescolati con l'acido salicilico). 4° infiascare, ovvero infilare nel collo del fiasco i pomodori tagliati e relativo sugo. 5° tappamento dei fiaschi e collocamento a riposo. Dopo un pò, nel quartiere cominciavano i "botti" perchè, il più delle volte il tappo del fiasco saltava ed il locale dove erano conservati acquistava un bel colore "rosso pomodoro". E non parliamo poi di quando la mia mamma si metteva in testa di fare lo "sciampagne" in casa. Andava al mercato "dai vignaroli" e acquistava il più bel moscato che trovava nell'ordine di 20 chili, poi coinvolgeva tutta la famiglia per "passare l'uva", il succo ottenuto lo metteva nei fiaschi a riposare per 9 giorni. Nel frattempo la casa si riempiva dei moscerini della fermentazione. Poi con molta calma, si passava a filtrare il succo, la storia durava altri due o tre giorni. Lo imbottigliava nelle bottiglie usate per lo sciampagne, le tappava con l'apposito attrezzo e incappiava i tappi. Per Natale doveva essere pronto. Abitavamo al sesto piano, con un piccolo balconcino, dove la mia mamma aveva ricavato un angolo e vi aveva riposto le bottiglie. Era metà ottobre e faceva ancora caldo, tanto che si teneva la finestra del balcone aperta. La mattina, verso le sette si sentiva un cric... e poi un profumo fortissimo di vino, seguito da uno scroscio d'acqua. Dai oggi, dai domani si arriva a Natale e la mia mamma va a prendere la bottiglia per festeggiare, la bottiglia c'era ma il fondo era rimasto a terra, si era tagliata ad opera della pressione e per il caldo. Quell'anno di tante bottiglie ne abbiamo bevute poche, ma ottime.

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domenica, maggio 09, 2004

Stamattina volevamo andare a fotografare il Tevere in piena, e visto che la macchina era rimasta fuori dal garage, grandissima idea "arriviamo al Circo Massimo, la parcheggiamo, e andiamo a fotografare l'Isola Tiberina!" e così abbiamo fatto ma..... a Caracalla non si passava. Abbiamo parcheggiato sotto la villa di Albertone e abbiamo proseguito a piedi. C'era la maratona per i celiachi e c'era anche la banda con tanto di majorettes. Quelli della banda erano un pò anzianotti ma bravini, le majorettes.... c'erano bambine piccole, qualcuna piccolissime, le più grandi... avevano due cosce come copertoni. Li abbiamo seguiti per un pò, anche per attraversare impunemente le strade più trafficate e poi li abbiamo lasciati, loro giravano per la strada che da Caracalla va al Colosseo, noi abbiamo proseguito per il Circo Massimo. Il Tevere è sì in piena, ma non così tanto come pensavo, però il suo bel fracasso all'Isola Tiberina lo faceva. Quando siamo tornate indietro, abbiamo incontrato di nuovo la banda e.... in quel momento mi sono accorta che il direttore era un bel ragazzo.... e con la scusa di fotografare la banda gliene ho scattate 3 o 4, mentre le majorettes sviluppavano le coreografie al suono della bella gigogin o del can can. Dalle targhe dei pullman mi sono accorta che la maggior parte veniva dalla toscana e che la banda era di Pisa.... e mi è venuto in mente il Vernacoliere.... se avessi gridato una certa frase che ricorre spesso tra livornesi e pisani che sarebbe successo? .. e poi vediamo un ragazzo con una calzamaglia bianca e sulla gamba sinistra quattro strisce due nere e due rosse... bello come il sole e con due cosce come copertoni (Mina imperversa), proseguiamo e..... ce n'era un pullman pieno..... Ah! avere vent'anni, ma che dico pure venticinque andava bene lo stesso!

posted by gliocchidellanotte 21:54 | commenti (1)

Ieri sera sono stata a vedere SERATA D'ONORE con Proietti. Mi sono preparata con cura, capelli in piega e trucco accurato. Non per Proietti ma per il pubblico. Quando si va a teatro non si assiste solo a quello che succede sulla scena, almeno per me, ma allo spettatolo che offre il pubblico e, inconsciamente tutti diventiamo protagonisti nel nostro piccolo e si comincia a recitare. Si inizia già davanti al teatro, arrivando almeno un'ora prima, e si comincia a pavoneggiarsi e soprattutto, visto dove si è, a parlare con una certa ricercatezza...... "volemò vedè, dovemo annà", e si prosegue entrando... chi entra in platea vedrà molto di quello che succede in scena, ma poco di quello che succede in teatro, mentre quelli che vanno in galleria....Si comincia salendo le scale.... le ragazze con i tacchi alti 10 centimetri hanno un'andatura particolare e se ci mettiamo una gonna con spacco laterale mozzafiato... qualche inciampo ci scappa. Si percorre un piccolo corridoio e.... eccolo là il palcoscenico con le tende ancora tirate....la magia è la dietro, dietro quelle tende rosse! Ma ieri la magia l'ho rimandata di un pò, visto l'aria un pò frizzantina io e la sorellona abbiamo pensato di fare una puntatina al bagno, non si sa mai con Proietti, e meno male che ci siamo andate subito, neanche mezzo minuto dopo ecco la fila delle signore che si allungava fuori della porta.... tutte con lo stesso dubbio (nun se sa mai). Seduto dietro di me c'era un signore che non era sicuramente di Roma, ma non sono riuscita a capire di dove potesse essere, ma vi giuro che l'avrei volentieri scaraventato giù dalla galleria per il modo che aveva di ridere, avete presente il padre del protagonista di Ritorno al futuro? quella risata HA! HA! HA! distanziata e forzata? E poi quell'altro che ad ogni battuta di Proietti spiegava alla moglie per chi era la battuta? Non vi stò a raccontare lo spettacolo, è praticamente impossibile, vi dico soltanto che Proietti è veramente magico ed il mio accurato trucco è finito nel fazzoletto che mi è servito per asciugarmi le lacrime per quanto ridevo.

posted by gliocchidellanotte 21:36 | commenti (1)

lunedì, maggio 03, 2004

DEDICATO A GIANLUCA - Domani diventerà Dottore in Economia e Commercio (DIO CE NE SCAMPI E LIBERI). E' un ragazzo "TUTTO CHIACCHIERE E NUMERI". Mi immagino la sua tesi d'esame come se fosse il film "Gli Intoccabili", lui farebbe benissimo la parte che era di Andy Garcia, e quindi lo svolgimento sarebbe più o meno così: Parcheggiò lontano dalla pazza folla degli studenti che entravano a frotte nell'Ateneo. Varcò gli alti archi dell'entrata e si ritrovò a camminare lungo gli Istituti (ortopedia, biologia, lettere e filosofia) e si infilò in uno dei viali coperti di vegetazione fino a trovarsi nella piazza della Minerva. In quel momento si ravvisò che aveva oltrepassato il suo Istituto, guardò freneticamente l'orologio, erano le 8 e 30, tirò un sospiro di sollievo, era in tempo..... doveva discutere la sua tesi a mezzogiorno. Tornò indietro con passo svelto, controllando nei vetri delle macchine se la cravatta era a posto (prestata da Umberto o da Delia o da Fabio o da Dario o.....), il vestito stirato di fresco, di un blu avion, le scarpe nuove di coppale nero (da tango, prestate da Alberto), fazzolettino da taschino con cifre ricamate (gentile omaggio delle gemelle), capelli con gel (prestato da Roberto). Si era recato dal barbiere quella mattina, le mani gli tremavano troppo, e il barbiere si era lasciato entusiasmare da questo ragazzo che di lì a poco avrebbe potuto appellare con il titolo di DOTTORE, e l'aveva profumato peggio di una cocotte francese (profumo di biancospino). Si trovò ad aspettare al bar gli altri compagni di corso che dovevano dare la tesi. Controllò e ricontrollò la sua tesi, i lucidi che l'accompagnavano, tutto in ordine dentro la 24 ore (prestata per l'occasione dal padre). Cominciò a sentire che la salivazione si stava azzerando e pregò che gli amici giungessero al più presto. Intanto da dove stava poteva controllare l'entrata del suo Istituto e gli sembrò di vedere entrare il suo relatore. In quel momento arrivarono tre dei suoi amici e, dopo un caffè, entrarono nell'Istituto per sentire i primi che votazione avevano preso. Mano a mano che l'ora si avvicinava il nervosismo era tangibile ed essendo rimasto l'ultimo tra i suoi amici a dover dare l'esame..... non ne poteva più! Mancava ancora parecchio a che lo chiamaserro, decise di fare un giro e si diresse verso le scale. Lasciò la tesi all'amico per essere più libero (non voleva neanche averla tra le mani) e scese lo scalone..... in quel momento accadde l'imprevedibile..... saltando i 3 che erano prima di lui lo stavano chiamando...... Il panico lo prese... la tesi, dov'era la tesi?????? L'amico dalla cima delle scale lo chiamò e nello stesso tempo scivolò, si ritrovò a cadere a rotoloni e Gianluca lo guardò terrorizzato..... la sua tesi!!!!! La vide volare in alto e l'amico rotolare in basso.....si tuffò come un giocatore di rugby e placcò con il piede l'amico in fondo alle scale e con la sinistra afferrò la tesi...... Il relatore si affacciò a tanto trambusto e Gianluca disse:"ce l'ho qui la tesi!". Dopo una congrua interrogazione Gianluca uscì "ADDOTTORATO" a pieni voti. COMUNQUE VADA........ AUGURI DOTTOR GIANLUCA

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domenica, maggio 02, 2004

SONO MIOPE!!!!! Rimarco questa cosa perchè da quando ho preso la patente (18 anni) ho dovuto combattere con gli occhiali! Non sono gli occhiali il mio problema e neanche i miei occhi, sicuramente quella zona del cervello che elabora i dati che arrivano dagli occhi. Quando li porto vedo bene, nel senso che il mondo intorno a me è chiaro, ma la zona tra la lente e la stanghetta degli occhiali a volte mi provoca delle esitazioni...... non sono mai certa che quello che ho intravisto sia poi quello che girandomi vedo. Tutto questo discorso anticipa quello che tanti anni fa mi è successo al mare. Avevo un cane di nome Dick, un meticcio tra il barboncino e uno spinone. Già allora avevo un gatto di nome Lulù (chi ha sentito alla Radio in quegli anni GRAN VARIETA', ricorderà certamente Monica Vitti che interpretava una siciliana abbandonata dal fidanzato chiamato Lulù. La sorellona trovando simpatico il nome l'ha voluto per forza mettere al miciotto)e Dick è arrivato in casa che aveva ancora il cordone ombelicale (trovato abbandonato nella Pineta di Ostia), quindi è stato educato da Lulù. Le conseguenze di questa educazione non si sono fatte attendere molto, quando i cani per fare amicizia alzavano la zampa, lui interpretando male e credendosi aggredito attaccava e difendeva tutti i gatti per partito preso. Era una serata calda, afosa, senza vento, con una leggera nebbiolina (guazza) che rendeva tutto opalescente. Erano le 11 di sera, portiamo Dick fuori per la passeggiatina prima di andare a dormire. Siccome in giro c'erano molti cani e non tutti erano accompagnati, c'eravamo portate un'ombrello per difenderlo da eventuali aggressioni. Faceva uno strano effetto passeggiare con la nebbia che scendeva a tratti, un momento vedevi leggermente appannato il momento dopo era difficile vedere a soli 5 metri. La sorrellone ad un certo punto mi fà:"senti, vai a guardare se quel ragazzo laggiù ha il cane?" ed io di rimando :"quale ragazzo?" e lei "Come quale ragazzo? Quello laggiù con le scarpe da ginnastica, la maglietta arancione e i calzoncini grigi, è pure carino, come fai a non vederlo?", mi sono guardata intorno e lei si è scocciata ancora di più "Ma dove guardi, lì, davanti a te! Dai vai a vedere", io perplessa mi sono avviata e proprio in quel momento la nebbia è scesa più fitta. Guardinga, avesse avuto veramente il cane......, mi sono avvicinata.... Dopo un pò sono tornata indietro con un bel sorriso stampato sul viso! La sorellona sollecita "allora ce l'ha il cane o no?" ed io "il tuo bel ragazzo con la maglietta arancione, i calzoncini grigi e le scarpe da ginnastica è ancora là, fermo dove lo vedi, e il cane non ce l'ha, non potrebbe proprio averlo" e vista l'espressione sorpresa, l'ho presa per il braccio e l'ho portata dal "ragazzo" che altri non era che un cestino per l'immondizia di quelli appesi ai pali con il coperchio arancione e il cestino grigio.

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sabato, maggio 01, 2004

AMORE, AMORE, AMORE, se non avete un gatto che vuole prepotentemente le coccole, non sapete cosa significhi avere le unghie piantate nelle tenere carni, con il musetto che si strofina con forza contro il mento, e se a lui o lei sembra che siete distratti un bel buffetto con la zampa, con le unghie rinfoderate, vi fa capire che è meglio dargli retta. Ho una foto con Leo che stravede per me, quando l'ho vista la prima volta ho riso fino alle lacrime, averlo addosso, con il muso che ti da tante di quelle botte, affettuose, ma che se non si controlla è come un uppercut sotto il mento e ti stende, è piacevole ma anche stressante. Filippo invece l'altra sera non l'ho fatto ciucciolare come voleva lui e si è vendicato mordendomi le caviglie, aggredendomi alle mani, era tardi, mezzanotte passata, e ho dovuto mio malgrado fargli capire che era ora di smetterla con un bel buffetto sul muso. E quando fa freddo? La famosa riunione di condominio, alla ricerca del calduccio, si fà sul letto o dentro se fa proprio freddo. Si riuniscono quando i termosifoni si freddano e loro non trovano più quel caldo tepore e allora provano ad arrangiarsi. Letto dell'amico che li ospita. Dafne di solito dorme sul cuscino, Mietta si mette a fianco, Leo si infila dentro, Alessia dorme sulla pancia, e Filippo ai piedi del letto. Non ho bisogno di piumini d'oca, tanto per capirci, ma certe situazioni sono da incubo, letterale. Tante volte mi capita di mangiare un pò troppo, oppure di essere poco serena e di andare quindi a letto con un pò di disagio. Sono di quelle persone che quando appoggiano la testa sul cuscino non fanno in tempo a dire buonanotte che già sono nel mondo dei sogni, se va bene, altrimenti l'incubazzo è lì dietro l'angolo. L'incubo inizia sempre come un piacevole sogno, giornata splendida, talvolta c'è un vento leggero, stanze piene di sole e di gente che non conosco, ma che sicuramente rispecchiano la realtà della giornata vissuta, mobili che riempiono le stanze, qualche collega d'ufficio, tra i molti qualche parente, anche scomparso, come una figura garante, che rimane in un angolo, quasi a dire interpreta quello che ti stà succedendo. E' tutto all'insegna della serenità, poi c'è il cambiamento con effetto "SHINING". Tutto si incupisce, è sera, le strade sono illuminate da rari lampioni, c'è un autobus che si deve prendere perchè è l'ultimo e che ha la fermata lontanissimo, con la strada tutta piena d'acqua e di buche e.......comincia l'incubo, qualcuno dietro di noi, una presenza oscura, corre, noi cominciamo a farlo, siamo sempre due o tre nel sogno, poi ecco che rimango sola, gli altri prendono l'autobus, le porte si chiudono e loro mi guardano dal finestrino illuminato con occhi compassionevoli. Corro dietro l'autobus, scansando buche, acquitrini (per chi mi conosce nel sogno sono sempre giovane e magra), l'autobus si allontana, svolta e io sono sola con questa maledetta presenza che mi corre dietro ed io che corro ma sono allo stesso tempo ferma..........comincio a urlare e.......... "Te voj svejia che stai a fa un casino della miseria, so le tre de notte, che te ululi come una sirena" il tutto sussurrato con voce bassa ma scocciata della sorella e con tutto il gruppo dei gatti che mi guardano interrogativi.La mattina a colazione o durante il tragitto per l'ufficio, cerco di capire, illustrando il sogno, cosa può voler dire, come si può interpretare, questo anche ai colleghi. Lapidarie risposte "Mangia di meno" guardandomi dalla vita in giù, oppure "Sicuramente ha letto o visto un film del terrore", beati i tempi in cui si andava alla grotta e si esponeva il tutto all'oracolo e quello ti dava una risposta.Bene, abbiamo fatto ora di cena e stasera mangio la trippa al sugo, (come se non bastasse quella che ho di mio) e vediamo se sogno o se qualcuno mi sveglia a calci nel sedere perchè ululo come un lupo alla luna.

posted by gliocchidellanotte 20:35 | commenti (1)