UNA CHE VOLEVA FARE LA CASALINGA

Lettrice per passione, scrittrice per vocazione, cuoca per amore.....della gola, gemella per imposizione.

mercoledì, marzo 31, 2004

Finalmente sola! non ho dietro le spalle la sorella criticona che vuole che smetta perchè vuole fare il solitario o deve postare. Ieri sono stata alla seconda lezione di inglese. Dopo tanti anni ho deciso di riprenderne lo studio perchè riesco a capirlo e a leggerlo, ma non riesco a parlarlo. L'insegnante è una ragazza inglese che ha tanta pazienza con noi che siamo quasi tutti della stessa età. E' stato divertente quando ci ha fatto fare gli esercizi con gli accenti, dovevano segnare dove secondo noi cadeva l'accento... beh! sono stata veramente eccellente.... su 11 ne ho indovinato 1, veramente un bel risultato. Cambiando discorso, mi sono ricordata in questo momento, visto che devo andare a pulire la bieta per la cena di quello che è successo tanti anni fa alla mia mamma. Devo cominciare però da quando avevo 12 anni," il monello", un giornale che pubblicava fumetti, che ormai è scomparso, aveva fatto un piccolo inserto dove c'erano le avventure di un ragazzino della mia stessa età che scopriva gli alieni in soffitta, dove non si capisce come c'era una nebbia tipo valpadana in inverno, e in questa vi si celavano. Torniamo alla mia mamma. Aveva pulito i carciofi e li aveva messi in un pentolino con un pò d'acqua e un pò d'olio a cuocere a fuoco basso. Poi se n'è andata a vedere la televisione nella camera da pranzo. Noi eravamo con lei e ad un certo punto mi ha chiesto un bicchiere d'acqua ed io, da brava figlia (brontolando che toccava sempre a me) ci sono andata. Ho acceso la luce della cucina..... ed il cuore ha smesso di battere! Una nebbia densa ed acre riempiva la cucina, ed io anche se avevo già 20 anni, mi sono ritrovata a rivivere le avventure di quel ragazzino ma da protagonista. La nebbia riempiva stranamente la cucina dal soffitto fino a due terzi della stanza, mentre sotto era limpido. Credo che l'istinto di squagliarmela abbandonando tutti alla loro sorte è stato forte, poi la paura della reazione materna alla mia fuga è stata più convincente e dopo il momento di panico e un piccolo strilletto di paura (aiutoooooooo!)con l'aiuto della sorellina (vai avanti tu) mi sono addentrata ed ho aperto la porta-finestra! All'uscita del primo fumo (citazione: un bel dì vedremo alzarsi un fil di fumo =Butterfly)è cessato l'ovattamento delle senzazioni uditive, ed allo sfrigolio proveniente dal fornello ho realizzato che i carciofi erano andati, completamente bruciati e sì che secondo la mia mamma che li amava un pò bruciacchiati in fondo erano forse rimediabili. Per far uscire il fumo ce ne siamo inventate di tutti i colori, dai canovacci sbatacchiati come bandiere, all'utilizzo del ventilatore... sembrava che niente potesse servire e la cosa strana era che il fumo restava ostinatamente in cucina alla stessa altezza, proprio da fantascienza. Ho cominciato proprio allora a leggere tutta la fantascienza possibile ed immaginabile, dai racconti di Asimov a quelli di Bradbury e anche quelli americani che vincono i premi locali, che non meriterebbero neanche di essere pubblicati, ma tant'è, ho letto anche quelli. Su uno di essi e per merito suo ho vissuto un'altra storia di fantascienza.... alla prossima volta.

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sabato, marzo 27, 2004

Alla fine l'ipocondriaco ha telefonato, in ufficio questa volta. La voce era come al solito tremolante ma per il timore di ricevere una risposta sgarbata. Sono stata cortese, ma la voce ha tradito il vero stato d'animo che in quel momento avevo, tra il gelido e l'ndifferente. Ha tentato come al solito di sollecitare i miei sentimenti riportandomi sul suo argomento preferito.... la malattia e nel contempo scusandosi per il comportamento tenuto nell'ultima telefonata; ha messo come scusa il timore della visita e se gli avessi dato corda avrebbe ricominciato alla grande a leggermi referti e chiedere consigli, soprattutto conforto morale, chè solo di quello ha bisogno, e dicendomi che dopo la visita ha avuto uno sbalzo di pressione e di essere dovuto andare al pronto soccorso del S. Eugenio dove, parole testuali:"mi hanno scaricato la pressione". Ho lasciato che parlasse senza mai interromperlo e il mio silenzio è stato più eloquente di mille discorsi. Ha chiesto se avevo da fare o potevo ascoltarlo ed io, con lo stesso tono di voce, ho detto che ero molto impegnata in quel momento e lo ascoltavo e non lo ascoltavo. Come tutti gli impudenti ai quali non bisogna mai mettere limiti, mi ha chiesto se gli telefonavo a casa e voleva darmi il numero di telefono.....ho risposto che l'avevo, e l'insistenza che ha usato per convincermi a telefonare mi ha fatto capire che voleva recuperare la confidenza che avevamo. Peccato che invece io ho capito che non è una persona debole, ma come tutti gli ipocondriaci ha una forza di volontà notevole nel voler attirare l'attenzione su di sè. Peccato che non sia più un bambino piccolo al quale si possono fare le coccole o persa la pazienza dare uno sculaccione. Quando ho detto ai colleghi la frase usata "mi hanno scaricato la pressione" si sono divertiti a dirne di tutti i colori e le battute si sono sprecate, dal "hanno visto che era un pallone gonfiato e l'hanno bucato" a "ma che è un lavandino?". Bando alle lamentele e passiamo ad argomenti decisamente più leggeri. Con il giornale mi hanno dato una favola, biancaneve e i sette nani, e come ho detto io leggo di tutto e anche se la conoscevo ho voluto leggere come è stata redatta per i bambini più piccoli visto che c'era scritto "fiabe sonore" anche se non c'era nessuna cassetta. Chi si ricorda il film di Disney riceverebbe uno shock tremendo leggendola, cito testualmente:così andò per diversi anni, fino al giorno in cui Biancaneve festeggiò il suo settimo compleanno. La risposta dello specchio magico, allora cambiò." e qui c'è la dichiarazione dello specchio che afferma che la più bella del reame è Biancaneve. Come si può confrontare una donna (la matrigna) che si suppone abbia ragionevolmente un'età tra i 18 e i 25 anni con una bambina di 7? E un'altro pezzo notevole è quando i 7 nani la trovano nella loro capanna :"sarà bello avere una bambina in giro per casa...Vero che laverai i piatti?.... E spazzerai per terra?" questo è puro sfruttamento del lavoro infantile. Notevolissimo è il momento della morte apparente di Biancaneve, qui si toccano vertici di fantascienza. Citazione " i nani:"questa volta non c'è proprio niente da fare!....La metteremo in una bara di diamante.... così potremo guardarla ancora...Il suo posto sarà sulla roccia dei sogni." Trascorsero molti anni, e Biancaneve continuava a dormire nella sua bara di diamante. Un giorno passò un bel principe e la vide. Rimase ore e ore a guardarla, tanto che se ne innamorò e desiderò portarla con sé." Passi il fatto che i nani la mettessero in una bara di diamante, ma questa nell'illustrazione è di misura per una bambina e sempre nell'illustrazione il principe è rappresentato come un bel giovane. Che Biancaneve possa essere cresciuta nella bara è difficile da spiegare a un bambino a meno che non abbia 1 anno, che il Principe possa essersi innamorato di una bambina di 7 anni dà molto da pensare.... visti i tempi si potrebbe pensare a tendenze pedofile, e quando Biancaneve si risveglia il Principe la chiede immediatamente in sposa e i nani, comportandosi da tutori, accettano immediatamente... tanto la dote era bella che pronta.... la cassa di diamante.A parte la sfiga che poteva portare se fosse stata lasciata così integra, però se il principe era anche taccagno i suoi conti se li era belli che fatti durante tutto il tempo che l'aveva osservata. Vogliamo poi mettere il fatto che Biancaneve andava sposa a 7 anni? Visto il tempo che era trascorso "molti anni" aveva perso tutta la bellezza dell'adolescenza. Chi si sposava il principe? una nana? una ragazza che di fatto era una bambina mentalmente? Meglio vedere il film e leggere la favola originale. Twin 8

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giovedì, marzo 18, 2004

Dedicato ad ozne. Caro Ozne, beato te che ti diverti a fare la casalinga, dovresti vedere la mia di casa per godere al massimo, un casino è dire niente. Faccio la colf, questo fino alle 10, la filippina fino alle 11, la cuoca fino alle 14, la cameriera dalle 14 alle 15, la colf dalle 15,10 fino alle 16, dalle 16 stireria, guardarobiera (ahi voglia a guardare è tutto da buttare),ore 18,30 passeggiata del carcerato rientro entro 1 ora e giro come prima, leggi da pranzo in poi. Come fa a sentirsi contento, quando si prova a farlo dopo tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, ecc......... tempo che si è trascurata, la casa è una GALERA ALLA FANTOZZI. Cosa cazzo ci vado a fare in pensione, se penso che mi ci vorrà un anno intero per stabilire questo lo butto, poi lo riprendo perchè ci ho ripensato, poi lo riprendo perchè ci ho ripensato e così cantando, che arriverò alla tomba, ovvero mi troveranno seppellita tra la roba da buttare che però poteva andare, stecchita come un baccalà. Baffo, un consiglio d'amico, andiamo a mangiarci qualche cosa, beviamoci abbondantemente sopra, alla faccia dei tricicli, del polistirolo, dell'alta pressione brindando, e questo a giustificare la grande bevuta, alla faccia di chi ci vuole male. Auguri cara signora Ozne, la saluto con polvere di stelle, twin 7.

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mercoledì, marzo 17, 2004

Sono in ferie ed ho fatto la casalinga a tempo pieno. Non ne posso più. Quando per lavoro si trascura la casa alla fine ci si ritrova tutto quello che non si è fatto da fare tutto in una volta, ovvero questa sarebbe la pretesa, ma i fatti sono che si comincia da una parte e se si vuole fare il lavoro a "fondo" non si arriva più. Ho guardato nell'armadietto del bagno e credo di avere trovato smalti e rossetti datati, nel senso che hanno minimo dieci anni. Ho provato a rimediare gli smalti aggiungendo un pò di acetone, il risultato è stato pietoso..... le caramelle mou sono più liquide. Dei rossetti non ne parliamo, l'odore di burro di cacao e degli aromi che li compongono sono talmente forti che.... beh ho buttato tutto. Ho scoperto di avere creme per il viso, per il corpo e per le mani bastanti per almeno i prossimi cinque anni, non parliamo poi dei bagnoschiuma.... regali ricevuti per natale, pasqua, compleanni. Ho sempre il dubbio che questi regali sono fatti perchè chi li fa non vuole sforzarsi, eppure tutti sanno quale sarebbe il regalo più gradito per me.. un libro. Non devessere per forza di prezzo, in brossura o addirittura in marocchino, basta che l'autore sia un buon autore e poi io non sono di gusti difficili nel senso che leggo di tutto, non riesco però a leggere gli autori russi, non riesco a capire se sono proprio loro così pesanti o se chi li traduce non rende loro un grosso favore. Lo so che se dico che adesso sto leggendo i libri di Harry Potter qualcuno si metterà a ridere. Non sono certo un'adolescente però c'è qualcosa in quei libri che mi riporta indietro nel tempo e, in questo caso il traduttore ha fatto un buon lavoro. Riesco a compenetrarmi nel protagonista e a vivere le sue avventure, come se ne avessi la stessa età. Forse se il mio amico ipocondriaco avesse la stessa capacità di immedesimarsi nel protagonista di un libro riuscirebbe a non pensare al suo problema, anche se invece temo che sceglierebbe titoli come "Guarire con le erbe" "curarsi con l'omeopatia" e sarebbero guai se entrasse in possesso di una enciclopedia medica, sono sicura che farebbe come il protagonista di "Tre uomini in Barca" avrebbe tutte le malattie compreso il ginocchio della lavandaia. Ho parlato di lui con un comune amico e gli ho detto che non vuole assolutamente essere aiutato, convinto com'è di avere i giorni contati. Al voleva il numero di telefono ma ho rifiutato, non ho il permesso di darlo ad altri e se ricevesse una telefonata da uno che non dovrebbe averlo potrebbe convincersi che è allo stadio finale. Devo essere sincera, quando il telegiornale ha comunicato un'omicidio in cui erano interessati una donna (moglie) e il marito, ovvero omicidio-suidicio, non nego di aver pensato a lui.

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domenica, marzo 14, 2004

Venerdì, come temevo, ho ricevuto la telefonata del paranoico. Doveva andare a fare un'esame audiometrico, il più innocuo tra i tanti che ha fatto, ed era completamente terrorizzato! Le sue testuali parole:"sono solo in casa e sono completamente terrorizzato dall'esame audiometrico che devo andare a fare in mattinata.... non mi possono ricoverare a forza.. è vero? posso firmare ed andarmene... è vero?" e visto che io ho risposto cercando di tranquillizzarlo, anche perchè non mi era venuta in mente la sua fissa per il tumore al cervello, lui è passato decisamente all'altro problema e mi ha chiesto se poteva leggermi il referto dell'esame per la prostata, a malincuore ho consentito, preparandomi ad ascoltare tutti i particolari della visita ecc.ecc., ma non contavo sulla sua volubilità. Mentre stava per iniziare a leggere il referto, è tornato decisamente sul suo argomento preferito, coccolato, adorato.... il tumore al cervello. La cosa mi ha cominciato prima a preoccupare, sentito il tono della voce e le frasi che usava e poi mi ha irritato perchè non vuole essere contradetto, ormai si è fatto la diagnosi e niente gli può far cambiare idea. D'altronde, a pensarci bene, come malattia se l'è scelta bene... per un'ipocondriaco è la panacea perfetta. La telefonata si è conclusa in modo per me sorprendente, lo sò che i paragoni tra uomini e animali sono impossibili, ma visto che ho avuto un cane e un gatto malati di tumore al cervello, qualche sintomo me lo ricordo, e mi sono permessa di dire:"le faccio un'esempio improbabile, ma ho avuto un gatto malato di tumore al cervello..." non mi ha laciato finire, la sua voce da incerta, tremolante e piena di paura si è trasformata in una voce decisa,dai toni alti e imperiosi e con la scusa"devo andare a lavorare....devo andare a lavorare" mi ha chiuso la comunicazione. Sono rimasta piuttosto sorpresa, e devo essere sincera anche piacevolmente... fosse la volta buona che me ne sono liberata? E invece nò! Dieci minuti più tardi ha telefonato di nuovo. Essendo un pò veggente, nel senso che il più delle volte indovino chi c'è all'altro capo del telefono, ho chiesto alla collega di stanza di rispondere... e ho ricevuto conferma della mia certezza. So che verso l'una e mezza mi ha ritelefonato, non ho risposto, non volevo sentire un'altra volta la sua voce lamentosa che mi leggeva il referto audiometrico con tutti i particolari di sorta sapendo che alla fine mi avrebbe fatto la stessa domanda:"è un tumore al cervello vero?" Sto cominciando a pensare di cambiare tattica, da comprensiva e dolce diventare una erinni, una dark lady, crudele fino all'estremo, anche se una volta l'ho fatto ma non ho ottenuto gli effetti sperati. Mi consolo con la mia piccola Dafne che chiede in continuazione le coccole e si fa capire meglio di lui.

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giovedì, marzo 11, 2004

Ragazzi, sono in internet da ore, temo la telefonata del mio amico ipocondriaco. Temo cosa mi dirà. Non so se smorzare l'argomento prendendolo per il sedere, ma mi sembrerebbe inopportuno, darebbe sicuramente la stura ad una sequel di lamentazioni e lai da farmi venire il mal di testa. Passiamo decisamente ad altro argomento, in stile telegiornalistico. Ozne si lamenta dei suoi guai in ufficio, ed io che dovrei dire che sono 6 anni che sia in modo ventilato che sfacciatamente aperto mi dicono che sono matura? Al terzo rinfaccio ho preso atto e quindi sto facendo risparmi per un "TOTAL LIFTING". Per ora ho risparmiato tanto da potermi permettere un intervento di depilazione con ceretta a freddo. Passati gli 'ntacinque si comincia ad essere fuori gioco e se il budget per le spese personali è ridotto, il gioco è fatto. Posso solo dire che ieri ho avuto la mia rivincita personale con la persona che mi ha definito "tardona", presentandomi elegantemente in tailleur, borsa, scarpe ed accessori.Stava parlando al telefono ed è rimasto secco, ha perso il filo del discorso e mi guardava con occhi sgranati a mò di uova al tegamino, mi hanno paragonato a Marilyn Monroe in quindicesimo, ma tant'è mi è bastato a dimostrargli quanto è cretino. Noi donne dobbiamo sempre lottare sul posto di lavoro, sinceramente quando me ne andrò in pensione sarà una liberazione. P.S. questa doppia personalità è dovuta al fatto che siamo in due a condividere lo stesso blog

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mercoledì, marzo 10, 2004

Proprio adesso è passata a salutarmi Dafne poggiando il suo nasino freddo e nero sul mio, magari non è proprio un saluto, lo so che vuole mangiare e viene a reclamare il cibo per sè e per gli altri.... non dico quanti. Non sono una gattara, ma sono oramai molti anni che i gatti girano per la mia casa e mi rilassano, anche se a volte mi arrabbio veramente. Chi ha detto che se un'elefante entra in una cristalliera combina casini? Provate un gatto che ha pretese di affetto e pur di ottenere le coccole non baderà in che situazione siete, e quando giocano a chi arriva primo? Un giorno di questi ce la faranno ... ed io mi troverò con il gambone di gesso firmato dagli amici e dalle zampette dei miei prulli. Dico prulli perchè quando fanno le fusa fanno prrr (che non sono pernacchie alla Totò) e quando ne parlo con gli amici dico sempre i miei prullacchiotti. Evidentemente lo dico piuttosto spesso perchè Salvi (cara collega) mi ha raccontato che un giorno, facendo le coccole al figlio più piccolo gli ha detto "bello prullacchiotto di mamma" e poi ha spiegato che in quel momento era un bel miciotto (ciao Lollo). Ora però ho un problema.. come si fa a convincere un'ipocondriaco che non ha assolutamente niente? E' un caro amico, però quando è troppo è troppo. Non avevo mai voluto lasciargli il numero di casa, proprio per evitare telefonate troppo pesanti....ma è riuscito a trovare il numero sull'elenco telefonico (ovvio.. no! ho badato bene di lasciarlo sotto un'altro nome)e siccome è convinto di avere il cancro alla prostata e le visite andavano troppo in là come tempi, ha pensato bene di averlo al cervello....Ogni telefonata è diventata un dramma, la sua voce è rotta, affannosa, lamentosa... cerco di consolarlo e di fargli coraggio, di cambiare discorso, di farlo ridere. Adesso mi dice che mi vuole bene! Sto cominciando a tremare! Non vorrei finire come "l'amica delle mogli" di Pirandello. Sono esagerata? Adesso mi ha preso come sua confidente, suo appoggio morale, sua amica del cuore....Oggi mi ha telefonato in ufficio dicendomi che domani va a fare gli esami per la prostata....purtroppo non sono una persona che riesce a stare seria quando sà che cosa comporta l'esame..... e gli ho riso in faccia, dicendogli "buon divertimento". So che non sa esattamente che esame sia... gli ho lasciato la sorpresa. Spero che per un pò di tempo mi lasci in pace... ne dubito! Sono sicura che invece mi farà un dettagliata relazione sulla visita.... non sono un'infermiera!!!!!!! Accetto consigli.

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giovedì, marzo 04, 2004

Finalmente ho capito ..... caro Baffo. Ho sempre sognato di fare la casalinga a tempo pieno, in ciabatte, vestaglia, bigodini, non truccata, una tazzina di caffè in una mano e nell'altra una sigaretta accesa. La realtà è alzarsi tutte le mattine alle 6,30.

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martedì, marzo 02, 2004

Ciao, sono qui con un gatto sulle ginocchia che sta facendo le fusa perchè non ha nient'altro da fare.

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